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Don Vincenzo Marchetti

Lunedì, 17 Febbraio 2014 21:33

HO SOGNATO LA MADONNA...

Ho visto le pietre muoversi

ho udito arcani canti di cielo

e fin le pietre conclamare!

Ho sognato la Madonna:

ho visto la Madonna lavorare con noi!

E le pietre del Santuario

e le opere di fede e di carità

prendevano vita, fiorivano,

cantavano insieme con noi,

conclamavano: Maria! Maria! Maria!

E verso di Lei si alzavano, quasi Angeli,

e insieme con gli Angeli,

come anime quasi adoranti.

  Quanto era pura, quanto bella la Santa Madonna!

Tanto sovranamente bella che pareva Iddio!

Vestita di luce,

circonfusa di splendori, coronata di gloria;

era grande, era gloriosa della gloria e grandezza di Dio!

Ma chi potrà dire di Te, o Vergine Santa?

Che sarà dunque il paradiso?

 

  Non era che un sogno,

non durò che brevi momenti

e ancora mi sento come rinascere;

è caduta la memoria delle amarezze passate,

l'anima esulta, l'intelletto si rischiara,

il cuore s'illumina e s'infoca di soavissima carità,

provo una gioia estrema

e non cerco, non bramo più altro!

 

  Te voglio, o Santa Madonna:

Te chiamo, Te seguo, Te amo!

Foco, dammi foco,

foco di amore santo di Dio e dei fratelli:

foco di divina carità

che accenda le fiaccole spente,

che resusciti tutte le anime!

 

  Portami, o Vergine benedetta,

tra le moltitudini che riempiono le piazze e le vie;

portami ad accogliere gli orfanelli ed i poveri,

i membri di Gesù Cristo,

abbandonati, dispersi, sofferenti,

i tesori della Chiesa di Dio.

 

  Se sorretto dal tuo braccio potente,

tutti io porterò a Te, o Beata Madre del Signore!

Madre tenerissima di tutti noi peccatori,

di tutti gli afflitti.

 

  Salve, o tutta bianca, Immacolata Madre di Dio:

Augusta Regina!

Salve, o grande Signora della Divina Provvidenza,

Madre di misericordia!

 

  Salve, o Santa Madonna della Guardia

Castellana d'Italia, dolce e benigna!

Quanto sei grande, quanto sei pietosa!

Tu sei onnipotente nel cuore di Gesù,

Tuo Dio e Tuo Figlio,

e le Tue mani sono piene di grazie!

 

  Ah, mille volte T'invoco e Ti benedico,

mille e mille volte Ti amo!

Morire, morire d'amore dolcissimo

ai tuoi piedi immacolati,

 

o Santa Madonna                                  Nel nome della Divina provvidenza“, Piemme, 1994, p. 107-109

Lunedì, 17 Febbraio 2014 21:32

VOGLIO CANTARE LA CARITÀ!

Signore, scrivete sulla mia fronte

e sul mio cuore

il Tau sacro della carità.

Apritemi gli occhi e il cuore

sulle miserie dei miei fratelli:

che la mia vita fiammeggi,

come in altissimo rogo,

davanti a Voi, o Gesù!

 

  Vita Ardente!

Fatemi un braciere, sfavillante di luce.

Vivere di luce.

Inginocchiato con tutta la mia miseria,

io mi stendo, gemendo,

dinanzi alla tua misericordia, o Signore,

che sei morto per noi.

Signore, non son degno,

ma ho bisogno della tua gioia,

una gioia casta, una gioia che rapisce,

che ci trasporta nella pace,

al di sopra di noi stessi e di tutte le cose:

immensa gioia!

 

   L'anima ha deciso di vincer tutto

per ascendere, unirsi a Dio:

è la gioia dell'umiltà.

 

  La carità ha fame d'azione:

è un'attività che sa di eterno e di divino.

La carità non può essere oziosa.

Noi moriamo in Dio e viviamo in Dio.

 

  Mi sento come un carbone acceso

su un grande altare:

vivere in Lui e Lui in noi.

Ecco il sublime della vita,

il sublime della morte,

il sublime dell'amore,

il sublime della gioia,

il sublime dell'eternità!

 

  Chiunque segue Maria sarà vincitore

dei propri nemici e arriverà al regno

in cui Ella regna col suo Figliolo,

nella gloria che non avrà mai fine,

nella beatitudine immensa;

più su, nel silenzio sacro dell'Incomprensibile,

dove trema un arcano splendore

dove è l'Altissimo!

 

  Pregate Dio per colui che scrive,

assistito dalla grazia divina,

questa pazzia d'amore;

egli prega per tutti coloro che la leggeranno.

E che Dio ci doni Se stesso:

largamente e in eterno. Amen

Oh le meraviglie della Luce!

 

Nel nome della Divina provvidenza“, Piemme, 1994, p. 101-102

Lunedì, 17 Febbraio 2014 21:32

DARE LA VITA CANTANDO L'AMORE

  Lo splendore e l'ardore divino

non m'incenerisce, ma mi tempra,

mi purifica e sublima

e mi dilata il cuore,

così che vorrei stringere

nelle mie piccole braccia umane

tutte le creature per portarle a Dio.

 

  E vorrei farmi cibo spirituale

per i miei fratelli che hanno fame e sete

di verità e di Dio;

vorrei vestire di Dio gli ignudi,

dare la luce di Dio ai ciechi

e ai bramosi di maggior luce,

aprire i cuori alle innumerevoli miserie umane

e farmi servo dei servi

distribuendo la mia vita

ai più indigenti e derelitti;

vorrei diventare lo stolto di Cristo

e vivere e morire

della stoltezza della carità

per i miei fratelli!

 

  Amare sempre

e dare la vita cantando l'Amore!

Spogliarmi di tutto!

Seminare la carità lungo ogni sentiero;

seminare Dio in tutti i modi,

in tutti i solchi;

inabissarmi sempre

infinitamente

e volare sempre più alto

infinitamente,

cantando Gesù e la Santa Madonna

e non fermarmi mai.

 

  Fare che i solchi

diventino luminosi di Dio;

diventare un uomo buono tra i miei fratelli;

abbassare, stendere sempre le mani e il cuore

a raccogliere pericolanti debolezze e miserie

e porle sull'altare,

perché in Dio diventino le forze di Dio

e grandezza di Dio.

 

  Gesù è morto con le braccia aperte.

È Dio che si è abbassato e immolato

con le braccia aperte.

Carità! Voglio cantare la carità!

Avere una gran pietà per tutti!

Nel nome della Divina provvidenza“, Piemme, 1994, p.  99-100

Lunedì, 17 Febbraio 2014 21:31

AMO LA MADONNA E CANTO!

Canto la Madonna:

lasciatemi amare e cantare!

Sono un povero pellegrino

che cerco luce e amore:

vengo al Santuario col rosario in mano

per diventare lo sgabello

dei piedi immacolati di Maria, in eterno;

vengo a cercarle luce e amore

di Dio e delle anime!

Vengo a Lei per non perdermi,

dopo esser passato tra profondità,

frane, altezze, precipizi, montagne,

uragani, abissi, oscurità di spirito, ombre nere...

 

  Vengo a Lei, e sento sopra di me

un'alta pace che si libra:

vedo il suo manto distendersi

su tutte le tempeste,

e una serenità inoffuscabile

che sorpassa le regioni della luce umana,

e trapassa tutti i nostri splendori,

e mi avvolge e penetra.

 

L'anima inondata dalla bontà del Signore

e dalla sua grazia,

arroventata dal fuoco della carità,

librata al di sopra, in alto,

e traboccante di amore,

sperimenta una gioia che è gaudio spirituale,

e si fa canto e spasimo,

sete anelante d'infinito,

brama di tutto il vero,

di tutto il bene,

di tutto il bello:

attrazione, ardore sempre crescente di Dio:

amando nell'Uno tutti:

nel Centro i raggi:

nel Sole dei soli ogni luce.

 

  E in questa luce inebriante

mi spoglio dell'uomo vecchio e amo:

questo amore mi fa uomo nuovo

e amando canto, canto!

 

Amo ineffabilmente

e canto lo stesso Amore Infinito

e la Santa Madonna del Divino Amore:

mi slancio in un'altezza senza misura,

e con un grido improvviso di vittoria,

di gloria a Dio e alla Vergine Santa,

amo e canto.

 

Nel nome della Divina provvidenza“, Piemme, 1994, p.  97-98

O Divina Provvidenza, o Divina Provvidenza!

Nulla è più amabile e adorabile di Te,

che maternamente alimenti

l'uccello dell'aria e il fiore del campo:

i ricchi e i poverelli!

Tu apri le vie di Dio

e compi i grandi disegni di Dio nel mondo!

 

  In Te ogni nostra fiducia,

o Santa Provvidenza del Signore,

perché tu ci ami assai più che noi amiamo noi stessi!

No, che col divino aiuto, non ti voglio più indagare:

no, che non ti voglio più legare le mani:

no, che non ti voglio più storpiare;

ma solo voglio interamente abbandonarmi nelle tue braccia, sereno e tranquillo.

Fa' che Ti prenda come sei,

con la semplicità del bambino,

con quella fede larga che non vede confini! …

 

  Dà a me, povero servo e ciabattino tuo,

e alle anime che pregano e lavorano

in silenzio e sacrificio di vita intorno ai poverelli,

dà ai cari benefattori nostri quella latitudine di cuore,

di carità che non misura il bene col metro,

 né va con umano calcolo:

la carità che è soave e dolce,

che si fa tutta a tutti:

che ripone la sua felicità nel poter fare ogni bene agli altri

silenziosamente:

la carità che edifica e unifica in Gesù Cristo,

con semplicità e candore.

 

  O Santa Divina Provvidenza!

Ispiratrice e madre di quella carità

che è la divisa di Cristo e dei suoi discepoli:

anima Tu, conforta e largamente ricompensa in terra e in cielo

quanti, nel nome di Dio,

fanno da padre, da madre, da fratelli, da sorelle agli infelici.

 

 Nel nome della Divina provvidenza“, Piemme, 1994, p. 85-86

Preghiera di Frate Ave Maria

O Gesù, luce vera venuta nel mondo a illuminare tutte le anime,
ti ringraziamo di aver chiamato, attraverso la sventura della cecità fisica, Frate Ave Maria
alla luminosa notte di una vita tutta spesa, in penitenza e gioiosa preghiera,
per indicare agli sfiduciati le mirabili certezze della fede.
Concedi anche a noi di camminare, allo splendore del tuo volto,
in grazia e carità operosa per il bene dei fratelli,
ed esaudisci, per sua intercessione,
la supplica che ti presentiamo.
Gloria al Padre, e al Figlio, e allo Spirito Santo….

Preghiera di S. Alberto Abate

Amabilissimo Sant’Alberto, che dopo nove secoli dalla tua santa morte in quest’Eremo
Intriso di verde e di silenzio, hai ancora su di noi, tormentati uomini d’oggi,
un suggestivo richiamo al riposo dello spirito, ascolta le nostre umili richieste.
Aiutaci a staccare il cuore da tante cose terrene ed inutili,
per amare di pù l’evangelica povertà.
Fa che, aspirando ai beni eterni che ci attendono,
possiamo trasformare in preghiera il lavoro, le gioie, i dolori,
in un crescendo di elevazione a Dio.
Aprici il cuore per tendere, sorridendo, la mano a chi soffre
Ed ha fame di pane e d’amore, donando ai fratelli qualcosa di nostro e di noi.
Grazie, Sant’Alberto, per l’esempio di santità che ci hai lasciato;
la tua spirituale vicinanza su questa terra
sia per noi preludio di eterna felicità,
immersi insieme a te nell’infinito amore.

S.Alberto

Eremo Sant'Alberto di Butrio (Opera Don Orione)

27050 Ponte Nizza (Pavia)

Tel. 0383 52729