Messe Feriali ore 7.00 e 16.30
Messe Festive ore 10.00 e 16.30

Super User

Don Vincenzo Marchetti

Monday, 17 February 2014 21:09

Chiamati a vivere “Cristo”

1.   Vivere la povertà di Cristo, il silenzio e la mortificazione di Cristo, la umiltà e obbedienza di Cristo nella illibatezza e santità della vita: pazienti e mansueti, perseveranti nella orazione, tutti uniti di mente e di cuore in Cristo: in una parola, vivere Cristo. (L II,501)

2.   Andiamo avanti con ardore, ma anche con semplicità e obbedienza piena e contenta, dove la misericordiosa Provvidenza e la mano materna della Chiesa ci condurranno, senza cercare altro che di amare e servire Gesù Cristo e la Santa Chiesa, di vivere e morire ai loro piedi e sul Loro Cuore! (L II,362)

3.   Figliuoli miei, sia ognora ciascuno di noi il « vinctus Christi », di cui parla S. Paolo, lo schiavo di quel Cristo che ubbidì sino alla morte: il vinto del Re d'amore, Gesù Crocifisso; -e nulla più ambiremo che di morirGli ai piedi, vittime, ancor noi, d'obbedienza e di carità . (L II,174)

 

4.   Non è la carità che ha trasformato peccatori in santi, e il cuore dei santi nel cuore di Cristo? Non è detto: « Cor Pauli, cor Christi »? E San Paolo non dice: « Mihi vivere Christus est »? E questo si dice pure di tutti i Santi, dalla Santissima Vergine, Regina dei Santi, sino all'ultimo santo, sino al Cottolengo e a Don Bosco. (L II,398)

Monday, 17 February 2014 21:08

Questa è l’esortazione e l’augurio

1.   Sentiamo in Domino la carità di Gesù Cristo che ci incalza e ci preme: Charitas Christi urget nos! … Che i nostri occhi si aprano alla luce di Dio e si spronino insieme, i nostri cuori, alla carità di Gesù Crocifisso, sì che tutti abbiamo a sentire e a vivere tutta la sublimità e santità della nostra vocazione, ed apprezzare il valore, la grazia di dono sì grande e sì celeste. Iddio non vuole una moltitudine di figli fiacchi e inutili (c. 4, 30 Ecclesiastico), né che compariscano davanti al Signore a mani vuote: « Non apparebis ante conspectum Domini vacuus » (cap. 35, 6 Eccl.).(L I,54)

2.   Faccia Iddio che tutta la vita mia e de' miei carissimi fratelli di fede e di lavoro non sia che un cantico di gratitudine a Lui! Che la grande melodia della Provvidenza si dilati e si diffonda, e sparga la luce e il fuoco della carità di Gesù Cristo per tutta la terra! (L I,275)

Saturday, 15 February 2014 09:03

Pregare è la nostra vita

1.   La preghiera è la vita dell'anima; e riposo, per lo spirito e per l'anima, è la preghiera. La preghiera è la vita dell'anima, vita spirituale, vita intellettuale e buona che si raccoglie e si ritempra alla sorgente, che è Dio.

2.   Sia il nostro spirito uno spirito grande di umiltà, di fede, di carità; sia la nostra vita tutta intessuta di preghiera, di pietà operosa, di sacrificio; sia in tutti una gara a faticare assiduamente per far del bene alle anime, alle intelligenze, ai cuori e anche ai corpi malati dei nostri fratelli per l'amore di Dio, e vedendo nel prossimo il nostro Dio e i più cari al Signore nostro. (L I,282)

 

3.   Pitagora aveva diviso la giornata dei discepoli della filosofia in tre parti: la prima per Dio, nella preghiera; la seconda per Dio, nello studio o nel lavoro; la terza per gli uomini e gli affari. Così tutta la prima metà del giorno era dedicata a Dio. Ed era un pagano! Ora che faremo noi, che siamo cristiani e, ancor più, religiosi? Ricordiamoci che il gran mezzo per salvarsi è la preghiera, e S. Alfonso ci ha lasciato al riguardo un libro mirabile; ricordiamoci che non potremo venire a perfezione né acquistare in noi veruna virtù vera, senza il mezzo dell'orazione umile, fervorosa e continua (L I,451)

Saturday, 11 January 2014 21:18

Padre Mariano parla di Frate Ave Maria

Pace e bene a tutti!

In una lettera scritta non a me, ma ad una nonna, e più di 30 anni fa, ho letto queste curiose parole: “Vedete  cara nonna, io sono il più ignorante di tutti gli uomini della terra; tutti sanno mille cose, ed io so una cosa sola: so soltanto essere felice. Tutti posseggono più oggetti, io invece non posseggo che una cosa: la vera felicità.

Ed allora è il caso di domandarci: Chi è che scriveva, più di 30 anni fa ad una nonna queste parole così rare nel vocabolario delle lettere umane? Era un eremita cieco, che è morto nel 1964, la cui storia è più bella che un bel romanzo. Per questo ve la voglio raccontare. Ascoltatemi.

Dunque, era il primo di cinque fratelli di una modesta famiglia di contadini liguri: CESARE PISANO era un giovane buono, gene­roso, ma vivacissimo. Ed un brutto giorno (un bel giorno per lui, ma noi umanamente diciamo: un brutto giorno), scherzando con un suo coetaneo che teneva in mano un fucile (il solito male­detto fucile, che si crede scarico e che invece era carico), gli dice così con un tono di sfida: “Spara! Spara! Su spara!” E l’amico spara. Il colpo parte e gli occhi se ne vanno per sempre.

Il monachesimo in genere, l’ordine benedettino in particolare, sorto quasi contemporaneamente alle grandi invasioni barbariche ( Sec V – VI) esercitò un influsso multiforme religioso, sociale, culturale sull’Occidente cristiano.

Ai monaci pre – benedettini mancava una grande regola comune rispondente alla natura della vita religiosa e allo spirito occidentale.

Le molte regole in uso non erano in sostanza che raccolte di massime spirituali con liste di proibizioni e di penitenze.

Merito inestimabile di San Benedetto è quello di aver dato al monachesimo occidentale una legislazione pratica, ragionevole e discreta, una vera regola fissa, con l’aggiunta di elementi nuovi quali la “ stabilità” nel monastero e il lavoro manuale.

Nel secolo VII in Italia la diffusione dell’Ordine benedettino subì qualche remora a opera dei Longobardi, ma dopo la conversione di questi vi fu una vera fioritura di monasteri.

Preghiera di Frate Ave Maria

O Gesù, luce vera venuta nel mondo a illuminare tutte le anime,
ti ringraziamo di aver chiamato, attraverso la sventura della cecità fisica, Frate Ave Maria
alla luminosa notte di una vita tutta spesa, in penitenza e gioiosa preghiera,
per indicare agli sfiduciati le mirabili certezze della fede.
Concedi anche a noi di camminare, allo splendore del tuo volto,
in grazia e carità operosa per il bene dei fratelli,
ed esaudisci, per sua intercessione,
la supplica che ti presentiamo.
Gloria al Padre, e al Figlio, e allo Spirito Santo….

Preghiera di S. Alberto Abate

Amabilissimo Sant’Alberto, che dopo nove secoli dalla tua santa morte in quest’Eremo
Intriso di verde e di silenzio, hai ancora su di noi, tormentati uomini d’oggi,
un suggestivo richiamo al riposo dello spirito, ascolta le nostre umili richieste.
Aiutaci a staccare il cuore da tante cose terrene ed inutili,
per amare di pù l’evangelica povertà.
Fa che, aspirando ai beni eterni che ci attendono,
possiamo trasformare in preghiera il lavoro, le gioie, i dolori,
in un crescendo di elevazione a Dio.
Aprici il cuore per tendere, sorridendo, la mano a chi soffre
Ed ha fame di pane e d’amore, donando ai fratelli qualcosa di nostro e di noi.
Grazie, Sant’Alberto, per l’esempio di santità che ci hai lasciato;
la tua spirituale vicinanza su questa terra
sia per noi preludio di eterna felicità,
immersi insieme a te nell’infinito amore.

S.Alberto

Eremo Sant'Alberto di Butrio (Opera Don Orione)

27050 Ponte Nizza (Pavia)

Tel. 0383 52729