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Cristo è risorto!

Fratelli, risorgiamo con Lui!

Allarghiamo i nostri orizzonti,

eleviamo il nostro spirito a tutto che è alta vita,

che è luce, che è bello, buono, vero, santo!

Alleluja! Alleluja! Alleluja!

Cristo è risorto! Andiamo a Lui:

Lui solo ha le parole di vita eterna che rigenerano,

e quella legge di amore e di libertà

da cui ogni uomo, ogni popolo,

può sperare incremento e salvezza.

 

  Fratelli, i popoli sono stanchi, soni disillusi;

sentono che tutta è vana

tutta è vuota la vita, senza Dio.

Siamo noi all'alba d'una grande rinascita cristiana?

Cristo ha pietà delle turbe:

Cristo vuole risorgere,

vuol riprendere il suo posto:

Cristo avanza: l'avvenire è di Cristo!

 

  Cristo è risorto! Vedo Gesù che torna:

non è un fantasma, no!

È Lui, il Maestro,

è Gesù che cammina

sulle acque limacciose di questo mondo

così torbido, così spaventoso.

 

  L'avvenire è di Cristo!

T'avanza, t'avanza, o divino Risorto!

La barca di questo povero mondo

fa acqua da tutte le parti,

senza di Te va a fondo:

vieni, o Signore, vieni!

Risuscita in tutti i cuori, in tutte le famiglie:

su tutte le plaghe della terra,

o Cristo Gesù, risorgi e risorgi!

Senti il grido angoscioso

delle turbe che anelano a Te:

vedi i popoli che vengono a Te, o Signore.

A Te appartengono, sono la tua conquista,

o Gesù, mio Dio e mio Amore!

 

  Stendi, o Chiesa del Dio vivente,

le tue grandi braccia,

e avvolgi nella tua luce salvatrice le genti.

O Chiesa veramente cattolica,

Santa Madre Chiesa di Roma,

unica vera Chiesa di Cristo,

nata non a dividere, ma ad unificare in Cristo

e a dar pace agli uomini!

Mille volte ti benedico

e mille volte ti amo!

Bevi il mio amore e la mia vita,

o Madre della mia Fede e della mia anima!

Oh come vorrei

delle lacrime del mio sangue e del mio amore

far un balsamo da confortare i tuoi dolori

e da versare sulle piaghe de' miei fratelli!

Don Orione, Lettere, Tortona, 1969, II,214 ss

Ho visto le pietre muoversi

ho udito arcani canti di cielo

e fin le pietre conclamare!

Ho sognato la Madonna:

ho visto la Madonna lavorare con noi!

E le pietre del Santuario

e le opere di fede e di carità

prendevano vita, fiorivano,

cantavano insieme con noi,

conclamavano: Maria! Maria! Maria!

E verso di Lei si alzavano, quasi Angeli,

e insieme con gli Angeli,

come anime quasi adoranti.

  Quanto era pura, quanto bella la Santa Madonna!

Tanto sovranamente bella che pareva Iddio!

Vestita di luce,

circonfusa di splendori, coronata di gloria;

era grande, era gloriosa della gloria e grandezza di Dio!

Ma chi potrà dire di Te, o Vergine Santa?

Che sarà dunque il paradiso?

 

  Non era che un sogno,

non durò che brevi momenti

e ancora mi sento come rinascere;

è caduta la memoria delle amarezze passate,

l'anima esulta, l'intelletto si rischiara,

il cuore s'illumina e s'infoca di soavissima carità,

provo una gioia estrema

e non cerco, non bramo più altro!

 

  Te voglio, o Santa Madonna:

Te chiamo, Te seguo, Te amo!

Foco, dammi foco,

foco di amore santo di Dio e dei fratelli:

foco di divina carità

che accenda le fiaccole spente,

che resusciti tutte le anime!

 

  Portami, o Vergine benedetta,

tra le moltitudini che riempiono le piazze e le vie;

portami ad accogliere gli orfanelli ed i poveri,

i membri di Gesù Cristo,

abbandonati, dispersi, sofferenti,

i tesori della Chiesa di Dio.

 

  Se sorretto dal tuo braccio potente,

tutti io porterò a Te, o Beata Madre del Signore!

Madre tenerissima di tutti noi peccatori,

di tutti gli afflitti.

 

  Salve, o tutta bianca, Immacolata Madre di Dio:

Augusta Regina!

Salve, o grande Signora della Divina Provvidenza,

Madre di misericordia!

 

  Salve, o Santa Madonna della Guardia

Castellana d'Italia, dolce e benigna!

Quanto sei grande, quanto sei pietosa!

Tu sei onnipotente nel cuore di Gesù,

Tuo Dio e Tuo Figlio,

e le Tue mani sono piene di grazie!

 

  Ah, mille volte T'invoco e Ti benedico,

mille e mille volte Ti amo!

Morire, morire d'amore dolcissimo

ai tuoi piedi immacolati,

 

o Santa Madonna                                  Nel nome della Divina provvidenza“, Piemme, 1994, p. 107-109

Signore, scrivete sulla mia fronte

e sul mio cuore

il Tau sacro della carità.

Apritemi gli occhi e il cuore

sulle miserie dei miei fratelli:

che la mia vita fiammeggi,

come in altissimo rogo,

davanti a Voi, o Gesù!

 

  Vita Ardente!

Fatemi un braciere, sfavillante di luce.

Vivere di luce.

Inginocchiato con tutta la mia miseria,

io mi stendo, gemendo,

dinanzi alla tua misericordia, o Signore,

che sei morto per noi.

Signore, non son degno,

ma ho bisogno della tua gioia,

una gioia casta, una gioia che rapisce,

che ci trasporta nella pace,

al di sopra di noi stessi e di tutte le cose:

immensa gioia!

 

   L'anima ha deciso di vincer tutto

per ascendere, unirsi a Dio:

è la gioia dell'umiltà.

 

  La carità ha fame d'azione:

è un'attività che sa di eterno e di divino.

La carità non può essere oziosa.

Noi moriamo in Dio e viviamo in Dio.

 

  Mi sento come un carbone acceso

su un grande altare:

vivere in Lui e Lui in noi.

Ecco il sublime della vita,

il sublime della morte,

il sublime dell'amore,

il sublime della gioia,

il sublime dell'eternità!

 

  Chiunque segue Maria sarà vincitore

dei propri nemici e arriverà al regno

in cui Ella regna col suo Figliolo,

nella gloria che non avrà mai fine,

nella beatitudine immensa;

più su, nel silenzio sacro dell'Incomprensibile,

dove trema un arcano splendore

dove è l'Altissimo!

 

  Pregate Dio per colui che scrive,

assistito dalla grazia divina,

questa pazzia d'amore;

egli prega per tutti coloro che la leggeranno.

E che Dio ci doni Se stesso:

largamente e in eterno. Amen

Oh le meraviglie della Luce!

 

Nel nome della Divina provvidenza“, Piemme, 1994, p. 101-102

  Lo splendore e l'ardore divino

non m'incenerisce, ma mi tempra,

mi purifica e sublima

e mi dilata il cuore,

così che vorrei stringere

nelle mie piccole braccia umane

tutte le creature per portarle a Dio.

 

  E vorrei farmi cibo spirituale

per i miei fratelli che hanno fame e sete

di verità e di Dio;

vorrei vestire di Dio gli ignudi,

dare la luce di Dio ai ciechi

e ai bramosi di maggior luce,

aprire i cuori alle innumerevoli miserie umane

e farmi servo dei servi

distribuendo la mia vita

ai più indigenti e derelitti;

vorrei diventare lo stolto di Cristo

e vivere e morire

della stoltezza della carità

per i miei fratelli!

 

  Amare sempre

e dare la vita cantando l'Amore!

Spogliarmi di tutto!

Seminare la carità lungo ogni sentiero;

seminare Dio in tutti i modi,

in tutti i solchi;

inabissarmi sempre

infinitamente

e volare sempre più alto

infinitamente,

cantando Gesù e la Santa Madonna

e non fermarmi mai.

 

  Fare che i solchi

diventino luminosi di Dio;

diventare un uomo buono tra i miei fratelli;

abbassare, stendere sempre le mani e il cuore

a raccogliere pericolanti debolezze e miserie

e porle sull'altare,

perché in Dio diventino le forze di Dio

e grandezza di Dio.

 

  Gesù è morto con le braccia aperte.

È Dio che si è abbassato e immolato

con le braccia aperte.

Carità! Voglio cantare la carità!

Avere una gran pietà per tutti!

Nel nome della Divina provvidenza“, Piemme, 1994, p.  99-100

Canto la Madonna:

lasciatemi amare e cantare!

Sono un povero pellegrino

che cerco luce e amore:

vengo al Santuario col rosario in mano

per diventare lo sgabello

dei piedi immacolati di Maria, in eterno;

vengo a cercarle luce e amore

di Dio e delle anime!

Vengo a Lei per non perdermi,

dopo esser passato tra profondità,

frane, altezze, precipizi, montagne,

uragani, abissi, oscurità di spirito, ombre nere...

 

  Vengo a Lei, e sento sopra di me

un'alta pace che si libra:

vedo il suo manto distendersi

su tutte le tempeste,

e una serenità inoffuscabile

che sorpassa le regioni della luce umana,

e trapassa tutti i nostri splendori,

e mi avvolge e penetra.

 

L'anima inondata dalla bontà del Signore

e dalla sua grazia,

arroventata dal fuoco della carità,

librata al di sopra, in alto,

e traboccante di amore,

sperimenta una gioia che è gaudio spirituale,

e si fa canto e spasimo,

sete anelante d'infinito,

brama di tutto il vero,

di tutto il bene,

di tutto il bello:

attrazione, ardore sempre crescente di Dio:

amando nell'Uno tutti:

nel Centro i raggi:

nel Sole dei soli ogni luce.

 

  E in questa luce inebriante

mi spoglio dell'uomo vecchio e amo:

questo amore mi fa uomo nuovo

e amando canto, canto!

 

Amo ineffabilmente

e canto lo stesso Amore Infinito

e la Santa Madonna del Divino Amore:

mi slancio in un'altezza senza misura,

e con un grido improvviso di vittoria,

di gloria a Dio e alla Vergine Santa,

amo e canto.

 

Nel nome della Divina provvidenza“, Piemme, 1994, p.  97-98

O Divina Provvidenza, o Divina Provvidenza!

Nulla è più amabile e adorabile di Te,

che maternamente alimenti

l'uccello dell'aria e il fiore del campo:

i ricchi e i poverelli!

Tu apri le vie di Dio

e compi i grandi disegni di Dio nel mondo!

 

  In Te ogni nostra fiducia,

o Santa Provvidenza del Signore,

perché tu ci ami assai più che noi amiamo noi stessi!

No, che col divino aiuto, non ti voglio più indagare:

no, che non ti voglio più legare le mani:

no, che non ti voglio più storpiare;

ma solo voglio interamente abbandonarmi nelle tue braccia, sereno e tranquillo.

Fa' che Ti prenda come sei,

con la semplicità del bambino,

con quella fede larga che non vede confini! …

 

  Dà a me, povero servo e ciabattino tuo,

e alle anime che pregano e lavorano

in silenzio e sacrificio di vita intorno ai poverelli,

dà ai cari benefattori nostri quella latitudine di cuore,

di carità che non misura il bene col metro,

 né va con umano calcolo:

la carità che è soave e dolce,

che si fa tutta a tutti:

che ripone la sua felicità nel poter fare ogni bene agli altri

silenziosamente:

la carità che edifica e unifica in Gesù Cristo,

con semplicità e candore.

 

  O Santa Divina Provvidenza!

Ispiratrice e madre di quella carità

che è la divisa di Cristo e dei suoi discepoli:

anima Tu, conforta e largamente ricompensa in terra e in cielo

quanti, nel nome di Dio,

fanno da padre, da madre, da fratelli, da sorelle agli infelici.

 

 Nel nome della Divina provvidenza“, Piemme, 1994, p. 85-86

Oh sì, o Gesù mio,

che io anelo a cantarlo soavissimamente

il cantico divino della tua carità,

ma non voglio aspettare, no,

a cantarlo entrando in Paradiso;

per la tua infinita misericordia,

ti supplico, o mio dolce Signore

Padre e Maestro e Salvatore dell'anima mia,

che tu mi voglia pietosamente concedere

di incominciare questo dolce cantico qui dalla terra;

qui, o Signore,

da questa amplitudine di acque e di cielo,

da questo Atlantico immenso

che tanto mi parla della tua potenza

e della tua bontà.

 

  Fa, o mio Dio, che tutta la vita mia

sia un olocausto, sia un inno,

un cantico sublime di divina carità

e di consumazione totale nell'amore a Te, o Signore,

ed alla Santa tua Chiesa,

e al tuo Vicario in terra,

e ai Vescovi tuoi e a tutti i miei fratelli.

Che tutta questa povera vita mia

sia un solo cantico di divina carità in terra,

perché voglio che sia

- per la tua grazia, o Signore -

un solo cantico di divina carità in cielo!

Carità! Carità! Carità!

 

«O amor di caritade,

perché m'hai sì ferito?

lo cor tutto ho partito,

et arde per amore!»

 

  Fa, o Gesù, che una scintilla almeno

di questo divino foco

che ardeva nel petto dei tuoi Santi,

che struggeva in amore di carità Francesco d'Assisi,

il quale fu «tutto Serafico in ardore»,

discenda a me e a tutti i fratelli miei

o Amore Gesù,

e perpetuamente e dolcissimamente

in te solo ci unisca

e ci dia vita e benedizione!

 

  Che da Te, o Gesù, Amore e Vita mia;

da Te Crocifisso, o Signore mio:

da Te Eucaristia:

da te Carità Infinita;

da Te Capo e divina Misericordia,

venga e copiosa si diffonda su di me peccatore

e su tutti i miei fratelli:

- si diffonda come la luce del sole

che tu fai piovere sulla testa dei buoni

e sulla testa dei cattivi

- come il sole e ancora e ancora e ancora più

si diffonda su tutti l'onda della tua carità,

che tutti ci purifichi

e ci pervada e ci trasformi,

- onde demersi in Te, o mio Dio,

- in un oceano di carità

ben più immenso che questo oceano

su cui vado navigando

e donde a voi scrivo,

in un oceano infinito di luce e di splendori

che ci farà ben più gloriosi

che non i monti di Ermon e di Sion

- cantiamo in eterno le misericordie del Signore,

e siamo eternamente benedetti

dal Padre, dal Figlio e dallo Spirito Santo!

 

                                                                  Don Orione, Lettere, Tortona, 1969, I,425ss

Fiat! È una piccola parola, dolce ricovero innalzato dal buon Dio in mezzo a questo deserto sì arido e difficile da attraversare, che si chiama la vita.

  Fiat! Esprime l'atto del fanciullo che si getta con amore sul seno del padre finché passa l'uragano: l'atto del povero abbandonato che, dopo lunghi anni di vita triste e solitaria, ritrova la sua madre; l'atto dell'esiliato che, ricondotto sotto il tetto della sua infanzia, e rivedendo commosso tutto ciò che egli ha amato, non sa altro ripetere che: Io qui voglio morire!

  Fiat! Pronunciatela questa parola, cuori spezzati dalla sofferenza e dalla lotta, o straziati dalla sofferenza dei vostri più cari, e sarà per voi un balsamo che vi guarirà.

  Fiat! Pronunciate questa parola, cuori rattristati dalla solitudine, scoraggiati per l'abbandono, e sarà per voi l'amico che consola, l'appoggio che sostiene!

  Fiat ! Pronunciate questa parola, cuori timidi, che siete incerti sulla strada da scegliere e non sapete a chi indirizzarvi, e per voi sarà la luce che vi mostrerà il cammino.

  Fiat! Pronunciate questa parola, o voi che volete allontanare da coloro che amate il timore che li agita od il male che li minaccia, ed essa li ospiterà sotto le sue ali, e l'uragano passerà senza toccarli.

  Fiat! Pronunciatela questa soave parola, o figli e amici miei, pronunciatela ad ogni respiro, ad ogni battito del cuore, ad ogni movimento delle labbra. Dio la comprenderà sempre nel modo in cui volete ch'egli la comprenda, ora come preghiera, ora come atto di fede, nel dubbio, come atto di speranza nel timore, e sempre come atto di amore.

  Fiat! Questa parola non si può dire che a Voi, o mio Dio, perché a Voi solo possiamo pienamente confidarci, dedicarci, abbandonarci, interamente.

                              Fiat!

Nelle vostre mani dunque,

nelle vostre mani, o mio Dio!

Fiat! Fiat!

In questi giorni di mortale tristezza,

io ve la grido dal fondo dell'anima desolata,

m'inabisso in questa parola suprema

con tutto ciò che più amo: Fiat! Fiat!   

Lavorate, lavorate questo fango, o mio Dio,

dategli una forma e poi spezzatela ancora:

essa è vostra e di chi fa per Voi,

e non avrà mai più nulla a ridire.

O quanti sforzi, o Signore,

per arrivare sino a questo punto!

Quanto di umano Si è dovuto abbattere e calpestare!

Ora vi ringrazio dal profondo del cuore!

Fiat! Fiat!

Sofferente, innalzato, abbassato,

utile a qualche cosa od inutile a tutti,

 io vi adorerò sempre e sarò sempre vostro, o mio Dio!

Nessuno mi staccherà da Voi!

Nelle gioie e nei dolori sarò sempre tuo,

o dolcissimo mio amore Gesù.

Solitario ed ignorato, come il fiore del deserto,

errante come l'uccello senza nido,

sempre, sempre,

Signore e Amore soavissimo dell'anima mia,

uscirà dalle mie labbra la parola sottomessa

di quella che mi hai dato per Madre: Fiat ! Fiat !

Sia fatto di me secondo la tua parola!

 

“Opera della divina Provvidenza”, 03.settembre,1899

·     Ogni mattina sull'altare io  mi sento tanto tanto vicino a voi, e spero che anche voi ogni giorno vi sentirete con Gesù Signor Nostro vicini a me! Su via, o miei figli, la vita è breve, la fatica   breve, e il Paradiso ci aspetta! Su via, o miei cari figliuoli, andiamo avanti insieme! Gesù è con noi! Andiamo avanti insieme, cioè d'un volere e d'un amore, insieme! Questa è la forza della nostra vita religiosa. (L I,441)

 

·     L'Angelo del Signore ci accompagni tutti! Noi saremo sempre vicini in ispirito e ai piedi del Tabernacolo e, pur lontani, vi penseremo col cuore, e sempre e ad ogni ora pregheremo per voi. (LI, 280). 

·     Sì, Ti ameremo, o Signore, Dio d'amore, nostra fortezza e nostro rifugio, cuore del nostro cuore, palpito unico della nostra vita! Custodiscici, o Signore, perché le molte amarezze e disinganni, le molte acque non abbiano ad estinguere in noi il fuoco della tua carità. Gesù, Tu sei il nostro Dio, il nostro Salvatore, la nostra misericordia, Tu la Carità. (L II,142)

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Proverbi 9,9
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Preghiera di Frate Ave Maria

O Gesù, luce vera venuta nel mondo a illuminare tutte le anime,
ti ringraziamo di aver chiamato, attraverso la sventura della cecità fisica, Frate Ave Maria
alla luminosa notte di una vita tutta spesa, in penitenza e gioiosa preghiera,
per indicare agli sfiduciati le mirabili certezze della fede.
Concedi anche a noi di camminare, allo splendore del tuo volto,
in grazia e carità operosa per il bene dei fratelli,
ed esaudisci, per sua intercessione,
la supplica che ti presentiamo.
Gloria al Padre, e al Figlio, e allo Spirito Santo….

Preghiera di S. Alberto Abate

Amabilissimo Sant’Alberto, che dopo nove secoli dalla tua santa morte in quest’Eremo
Intriso di verde e di silenzio, hai ancora su di noi, tormentati uomini d’oggi,
un suggestivo richiamo al riposo dello spirito, ascolta le nostre umili richieste.
Aiutaci a staccare il cuore da tante cose terrene ed inutili,
per amare di pù l’evangelica povertà.
Fa che, aspirando ai beni eterni che ci attendono,
possiamo trasformare in preghiera il lavoro, le gioie, i dolori,
in un crescendo di elevazione a Dio.
Aprici il cuore per tendere, sorridendo, la mano a chi soffre
Ed ha fame di pane e d’amore, donando ai fratelli qualcosa di nostro e di noi.
Grazie, Sant’Alberto, per l’esempio di santità che ci hai lasciato;
la tua spirituale vicinanza su questa terra
sia per noi preludio di eterna felicità,
immersi insieme a te nell’infinito amore.

S.Alberto

Eremo Sant'Alberto di Butrio (Opera Don Orione)

27050 Ponte Nizza (Pavia)

Tel. 0383 52729