Messe Feriali ore 7.00 e 16.30
Messe Festive ore 10.00 e 16.30
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1.   Il silenzio schiude le sorgenti dell'anima, il silenzio fa lavorare in noi il nostro spirito, più  che degli anni  di lettura: mette in azione tutto il nostro interno, e rischiara e l'anima e il corpo. Le ore di silenzio sono, in gran parte, una preghiera; una preghiera che dà a queste ore e alla vita intera una grande forza morale e tutta la loro fecondità. (L I,323)

2.   Le ore di silenzio sono, in gran parte, una preghiera; una preghiera che dà a queste ore e alla vita intera una grande forza morale e tutta la loro fecondità. (L II,323)

3.   Ma, a ben meditare, è necessaria la presenza della nostra anima e la presenza di Dio; e saper stabilire il silenzio in noi, il silenzio vero, esteriore e interiore. Allora il religioso, rialzandosi, si volge all'acqua perigliosa, al torrente della passione del giorno, e dice: Tu non mi trascinerai! E poi, levando il cuore al Crocifisso: Tu solo parlami, o Signore. Tu mihi lóquere solus! Io ti seguirò, sarò tuo, o Signore: la giornata della mia vita sarà per Te, sarà amore di Dio e degli uomini! (L I,452)

4.   Ho parlato di quello che si può chiamare la consacrazione del primo mattino a Dio nella preghiera e nel silenzio; parlo ora della consacrazione della sera. Alla sera bisogna raccogliere il corpo, lo spirito, il cuore, consumati, dissipati fuori di se stessi: raccogliere la nostra vita dispersa e ritemprare le forze tutte alle loro vere sorgenti, del riposo, del silenzio, della preghiera. (L I,324)

5.  Il silenzio è riposo morale: onde la Sacra Scrittura arriva a dire: « Il saggio acquisterà la saggezza durante il riposo ». Certamente è necessario il riposo; ma il riposo è fratello del silenzio..  Riposo morale è silenzio, e silenzio religioso è, per lo spirito, preghiera, adorazione e unione con Dio. La preghiera è la vita dell'anima; e riposo, per lo spirito e per l'anima, è la preghiera. La preghiera è la vita dell'anima, vita spirituale, vita intellettuale e buona che si raccoglie e si ritempra alla sorgente, che è Dio. Il riposo, morale e intellettuale, è un tempo di comunione con Dio e con le anime, e di gioia in questa comunione.  Noi, alla sera, siamo naturalmente portati a levare lo sguardo e lo spirito verso il cielo: noi raccogliamo e portiamo ai piedi di Dio quello che abbiamo seminato nel giorno. Noi dobbiamo far parlare il silenzio. (L I,324)

1.   Segui pure ed eleva il tuo spirito nell'orazione, che dilata e fa magnanimo in Cristo il tuo cuore; ma venera e bacia, con la semplicità del bambino, fin le virgole delle formule più comuni e popolari della preghiera: - le formule, s'intende, approvate o anche solo tollerate dalla Chiesa, nella sua sapienza e dolcezza di Madre, per tanti tanti suoi figli, che pur hanno bisogno di quelle formule, e con esse vanno a Dio, sì che li vedremo avanti a noi: « surgunt indocti et rápiunt Regnum Dei, et nos... », con quel che segue. (L II,544)

1.   Nella meditazione sentiamo di respirare in Dio, nella meditazione sentiamo il tocco di Dio. È quando nasce in noi un gran desiderio; la volontà di riformarci; e tutto il nostro interiore si riempie di sommissione e di amore a Dio, e tutto il nostro esterno di modestia, di dolcezza, di pace. Ma, per sentire questo, è necessario, fin dal mattino, summo mane, gettarci umilmente ai piedi di Gesù, nel silenzio e nella solitudine, e disporre almeno di una mezz'ora al giorno: è allora che Iddio, parlandoci, si fa Maestro. (L I,452)

2.   È nel mattino, prima di qualsivoglia distrazione e comunicazione con gli uomini, che bisogna pregare e ascoltare Dio. La prima ora tutta a Dio! Allora Iddio parla, Iddio ara le anime, Iddio lavora in noi, plasma il nostro spirito: Iddio vivifica, Iddio rischiara, e lo splendore di Dio sta sopra di noi. (L I,451)

 

3.   Le ore del mattino ci portano il dono di saper pregare, ed è nella meditazione, cioè nella riflessione sopra le grandi verità morali e dogmatiche, che ci si schiudono le sorgenti dell'anima. Anzi la preghiera mattutina e principalmente la meditazione è il gran mezzo di dare alla nostra giornata e alla vita tutta la loro spirituale fecondità  (L I,451)

1.   Coraggio, o carissimi miei figli! Ciascuno di voi si offra tutto al Signore per le mani della SS. Vergine, e, pieno di umiltà, di fede e di fiducia in Dio, dica: nunc coepi in Nomine Christi Jesu! (L II,117)

2.   Umiltà, mortificazione, purezza, carità, orazione e confidenza in Maria: a Lei Gesù niente può negare; da Lei tutto, con Lei tutto noi possiamo. (L II,477)

3.   A Te, o Maria, Immacolata Vergine, Madre di Dio e nostra, che di Gesù hai accolto, in adorazione e amore ineffabile, il primo vagito e poi l'ultimo respiro, là ai piedi della Croce, dove ci fosti data da Cristo stesso solennemente per Madre: (L II,473)

4.   Coraggio, o carissimi miei figli! Ciascuno di voi si offra tutto al Signore per le mani della SS. Vergine, e, pieno di umiltà, di fede e di fiducia in Dio, dica: nunc coepi in Nomine Christi Jesu! (L II,117)

 

5.   A Te, dunque, o Gesù, l'adorazione e i palpiti del cuore, fatto altare e olocausto: a Te, o Maria, il più alto culto di venerazione e di amore, un culto tutto speciale, quale conviene alla Madre di Dio. (L II,474)

1.   Fa che arda il nostro cuore dell'amore di Cristo e di Te: fa che vediamo e serviamo negli uomini il Tuo Divin Figliuolo, che in umiltà, in silenzio e con anelo incessante conformiamo la nostra vita alla vita di Cristo, che lo serviamo in santa letizia, e in gaudio di spirito viviamo la nostra parte di eredità del Signore nel Misterium Crucis. Vivere, palpitare morire ai piedi della Croce o in Croce con Cristo! Ai tuoi piccoli figli, ai Figli della Divina Provvidenza, dona, Beatissima Madre, amore amore; quell'amore che non è terra, che è fuoco di carità e follia della Croce. (L II,480)

2.   Ma, a ben meditare, è necessaria la presenza della nostra anima e la presenza di Dio; e saper stabilire il silenzio in noi, il silenzio vero, esteriore e interiore. Allora il religioso, rialzandosi, si volge all'acqua perigliosa, al torrente della passione del giorno, e dice: Tu non mi trascinerai! E poi, levando il cuore al Crocifisso: Tu solo parlami, o Signore. Tu mihi lóquere solus! Io ti seguirò, sarò tuo, o Signore: la giornata della mia vita sarà per Te, sarà amore di Dio e degli uomini! (L II,452)

3.   Noi dobbiamo umilmente supplicare la divina grazia di stendersi misericordiosa su di noi, onde possiamo morire a noi per imitare la Passione di Cristo (L II,303)

4.   Però, non domandiamo a Gesù che ci liberi dalle tribolazioni e dalle croci, - sarebbe la nostra più grande sciagura: domandiamoGli di fare solo e sempre la Sua volontà, sì e come ci sarà manifestata dalla Santa Chiesa, - e questo oggi, domani e sempre, e sempre in perfetta letizia, in Domino! Che se una preghiera perseverante dobbiamo farGli, domandiamoGli il Suo santo amore, e nella carità la nostra santificazione: - supplichiamolo, se così Gli piace, di chiamarci a parte dei suoi dolori, e di gettarci in quel pelago amarissimo del Suo Cuore trafitto e vivo di misericordia e di carità per noi. E ci dia grazia di soffrire qualche cosa a sollievo dei dolori del "dolce Cristo in terra", il nostro Santo Padre, e della Chiesa, tanto perseguitata.  E poi, o miei figli, amiamo Gesù per Gesù: amiamolo e serviamolo per mysterium Crucis; già altre volte ve l'ho detto: Gesù si ama e si serve in Croce e crocefissi con Lui, non diversamente. (L II,461)

5.  E specialmente in questi santi giorni mi è dolce ricordare che la umile Congregazione è nata in una Settimana Santa, ed ebbe da questo Ven.mo Vescovo a suo primo Oratorio una povera chiesa, dedicata al Crocifisso. Per cui ho sempre creduto e supplicato che, sopra tutto tra i dolori e sulla sua Croce adorabile, Nostro Signore volesse crescersi questa piccola opera della Sua Provvidenza. (L II,106)

1.   A Te, o mio Signore Gesù, Dio-Uomo, Salvatore del Mondo, Crocifisso Redentore nostro, tutta la nostra adorazione e la povera nostra vita. (L II,473)

2.   Deve essere un tributo giornaliero di fede e di amore dei nostri poveri a Gesù, che è rimasto in mezzo a noi pel suo grande amore verso le anime nostre. Il Piccolo Cottolengo di Genova deve essere un vero Cenacolo ove si riceva Gesù Sacramentato, possibilmente da tutti, tutte le mattine. (L I,535)

3.   Se "Charitas Christi urget nos", se è vero che l'amore o, meglio, la carità di Cristo ci incalza, come non saremo solleciti di farla ardere questa carità e di fecondarla andando noi a Gesù, e conducendo ogni giorno i nostri cari ricoverati alla fonte viva ed eterna della Carità stessa, che è l'Eucaristia? (L II,536)

4.   Spandete con pace e con amore nelle anime l'amore e la divozione alla SS.ma Eucaristia, ricordando a tutti la parola di Gesù: « Chi mangia la mia Carne e beve il mio Sangue, sta in me ed Io in lui ». Vi è cosa migliore che rimanere noi nel Signore e il Signore in noi? Su, o carissimi, la carità di Cristo ci incalza! Charitas Christi urget nos! (L I,539)

5.   Quando negli Atti degli Apostoli si dice che quelli i quali accettavano la parola di San Pietro e degli altri erano battezzati, e che erano assidui nella comunione fraterna cioè alle riunioni comuni, aggiungendo pure che erano perseveranti nello spezzare del pane, si vuol dire il modo più antico di significare l'Eucaristia, e la frequenza della S. Comunione. (L I,536)

6.   Che da Te, o Gesù, Amore e Vita mia; da Te Crocifisso, o Signore mio; da Te Eucarestia, da Te Carità Infinita, da Te Capo e divina Misericordia, venga e copiosa si diffonda su di me peccatore e su tutti i miei fratelli: (L I,426)

7.   - si diffonda come la luce del sole che tu fai piovere sulla testa dei buoni e sulla testa dei cattivi: - come il sole e ancora e ancora e ancora più si diffonda su tutti l'onda della tua carità, che tutti ci purifichi e ci pervada e ci trasformi, onde, immersi in Te, o mio Dio, - in un oceano di carità ben più immenso che questo oceano, su cui vado navigando e donde a voi scrivo, in un oceano infinito di luce e di splendori, che ci farà ben più gloriosi che non i monti di Ermon e di Sion - cantiamo in eterno le misericordie del Signore, e siamo eternamente benedetti dal Padre, dal Figlio e dallo Spirito Santo! (L I,427)

8.   Il mio affetto in Gesù Cristo per voi, e per ciascuno di voi, trabocca, ed è indicibile la gioia che provo nell'affaticarmi con la divina grazia ad edificarvi e a corroborarvi nello spinto di Nostro Signore Gesù Cristo, e perché alimentati dalla Eucaristia, la quale è fonte e vincolo di unità della Chiesa e dei cuori nostri, perseveriate nella vocazione comune, come nella comune carità, come nella comune vita religiosa di preghiera, di lavoro, di sacrificio, per 1' amore di Gesù Cristo benedetto (L I,404)

9.   Il Piccolo Cottolengo deve essere tutto e solo basato sulla SS.ma Eucaristia: non vi è altra base, non vi è altra vita, sia per noi che per i nostri cari poveri. Solo all'altare e alla mensa di quel Dio ché è umiltà e carità, noi impareremo a farci fanciulli e piccoli con i nostri poveri, e impareremo ad amarli come vuole il Signore.  Solamente così formeremo un solo cuore con Gesù e con i nostri fratelli, i poveri di Gesù. Non basta pensare a dare loro il pane materiale; prima del pane materiale dobbiamo pensare a dare loro il pane eterno di vita, che è l'Eucaristia.(L I,538)

10.  Riteniamo come perduto quel giorno nel quale nulla avremo fatto per infiammare le anime di divozione al SS. Sacramento.  La miglior carità che si può fare ad un'anima è di darle Gesù! E la più dolce consolazione che possiamo dare a Gesù è di dargli il possesso di un'anima. (L I,539)

11.  Offriamo, dunque, questo, anche questo così sentito sacrificio, sull'altare, ai piedi di Lui, che si è tutto sacrificato per noi, e a Lui chiediamo grazia di trasformare tutto in santo amore: ogni pena, ogni dolore, ogni sacrificio. (L II,244)

1.   Le ore del mattino ci portano il dono di saper pregare, ed è nella meditazione, cioè nella riflessione sopra le grandi verità morali e dogmatiche, che ci si schiudono le sorgenti dell'anima. Anzi la preghiera mattutina e principalmente la meditazione è il gran mezzo di dare alla nostra giornata e alla vita tutta la loro spirituale fecondità  (L I,451)

2.   Con la preghiera, con la umiltà, con il candore semplice e con la confidenza piena di figli: così, e non altrimenti, giungerete alla perfezione e alla vera santità, e saremo i figli veri della Divina Provvidenza, e cresceremo cari a Dio, e faremo un bene immenso. (L I,115)

3.   Le ore del mattino ci portano il dono di saper pregare, ed è nella meditazione, cioè nella riflessione sopra le grandi verità morali e dogmatiche, che ci si schiudono le sorgenti dell'anima. Anzi la preghiera mattutina e principalmente la meditazione è il gran mezzo di dare alla nostra giornata e alla vita tutta la loro spirituale fecondità . (L I,451)

 

4.   Preghiera, lavoro e temperanza sono tre perle preziosissime, che devono risplendere sulla fronte e nella vita di ogni Figlio della Divina Provvidenza. Preghiera, lavoro e temperanza: ecco ciò che farà fiorire davvero la nostra cara Congregazione. Oratio, labor et temperantia!, che vuol dire: pietà, sacrificio, mortificazione! Oratio, labor et temperantia!, che vuol dire unione con Dio, faticare per le Anime, mortificare il corpo con le sue passioni e mortificare la gola. Oratio, labor et temperantia!, che vuol dire tutta la vita dei Figli della Divina Provvidenza! (L I,465)

1.   Preparatevi all'apostolato della carità, con la umiltà, con la preghiera incessante e fervorosa, con la devozione a Gesù Sacramentato, a Gesù Crocifisso, al Cuore di Gesù; con una pietà tenera, filiale verso la Madonna Santissima, supplicandola che cresca in voi lo spirito del Signore, e il (L II,55)

2.   Che tutta la nostra vita sia sacra a dare Cristo al popolo e il popolo alla Chiesa di Cristo; arda essa e splenda di Cristo; e in Cristo si consumi, in una luminosa evangelizzazione dei poveri; la nostra vita e la nostra morte siano un cantico dolcissimo di carità, e un olocausto al Signore. (L II,480)

3.   Avremo un grande rinnovamento cattolico se avremo una grande carità. Dobbiamo, però, incominciare ad esercitarla oggi tra di noi, a coltivarla - nel seno dei nostri Istituti, che debbono essere veri cenacoli di carità. Nemo dat, quod non habet: non daremo alle anime fiamme di vita, foco e luce di Carità, se, prima, non ne saremo accesi noi, e molto accesi..  La Carità deve essere il nostro slancio e il nostro ardore, la nostra vita: noi siamo i garibaldini della carità di Gesù Cristo. Niente più mi spiace che adoperare quel nome in cosa sì santa, sì pura, sì divina; ma lo fo per più esprimermi. (L II,181)

4.   Sia la nostra una vita tutta ardente di divino amore e tutta consacrata a piacere a Dio! Non Gli basta la vostra fede; ha bisogno di vedere e di costatare le vostre opere: « la fede senza le opere è morta ». Guardate, o miei figli, i campi sterminati che vi aspettano: i campi dove il male dilaga e fa strage di anime! I figli delle tenebre saranno, dunque, più alacri e più attivi nel male, che i figli della luce e della verità nel bene?  Preparatevi all'apostolato della carità, con la umiltà, con la preghiera incessante e fervorosa, con la devozione a Gesù Sacramentato, a Gesù Crocifisso, al Cuore di Gesù; con una pietà tenera, filiale verso la Madonna Santissima, supplicandola che cresca in voi lo spirito del Signore, e il sentimento dei vostri doveri e l'impegno nel loro adempimento, per coscienza dei nostri doveri, di tutti i nostri doveri, di tutti i vostri doveri, compìti non per gli occhi della gente, ma per l'amore di Dio e per coscienza. (L II,55)

5.   E per prepararsi degnamente ai santi voti religiosi, per disporsi alle sacre ordinazioni, non basta a noi solo il pregare, solo lo studiare, ma ancora bisogna facchinare più che da un'Ave Maria all'altra, per il buon andamento degli Istituti, con amore di figli, pensando prima agli altri e poi a noi, e mostrando così se c'è o no vocazione,  se c'è quello spirito di Dio, quel vero spirito di annegamento di noi e di martirio per la salvezza delle anime, che dev'essere proprio dei Figli della Divina Provvidenza. La pace non è nella inerzia, ma nella carità operosa e nel sacrificio. (L  I,168s)

6.  Orazione, Figliuoli, orazione, orazione! E divozione ardente, filiale a Maria Santissima e al Vicario, in terra, di Gesù Cristo, al Papa. Noi siamo del Papa ! Amore sviscerato alla Chiesa, ai Vescovi, amore pratico, obbedienza umile, fervida, intera, sino al sacrificio, lieti di ogni sacrificio, Deo adiuvante.   Offriamoci, consacriamoci tutti ad amare e servire la S. Chiesa e le anime, specialmente delle più umili, più bisognose, più abbandonate, e il popolo, il povero popolo insidiato nella fede e straviato dalla fedeltà alla Chiesa. (L II,447)

1.   E se questa semplicità e umile apertura di cuore la avrete ogni giorno e se la alimenterete con la preghiera umile e incessante, vi farete santi (L I,114)

2.   Lo spirito del Signore è spirito di unione e di carità, e la forza di noi religiosi sta nell'unione, il cui centro è Cristo, e il cui vincolo è il Vicario di Cristo, il Papa. Se saremo tutti indivisibilmente uniti da un grande, da un inestimabile amore a Dio, in noi e fra noi, formeremo un esercito, formidabile ai nemici di Dio ed invincibile; e Iddio sarà con noi, benedirà e prospererà le opere nostre. (L I,302)

3.   Supplichiamo Nostro Signore che ci dia pazienza e tolleranza e carità, e carità paziente più che carità zelante. (L I,488)

4.   E finirò rivolgendomi ancora a te, ma non a te solo, a te e agli altri: ogni mattina sull'altare io  mi sento tanto tanto vicino a voi, e spero che anche voi ogni giorno vi sentirete con Gesù Signor Nostro vicini a me! Su via, o miei figli, la vita è breve, la fatica   breve, e il Paradiso ci aspetta! Su via, o miei cari figliuoli, andiamo avanti insieme! Gesù è con noi! Andiamo avanti insieme, cioè d'un volere e d'un amore, insieme! Questa è la forza della nostra vita religiosa. (L I,441)

5.   Deh ! Ti supplichiamo, o Signore, che, celebrando noi oggi le virtù della Tua gloriosa Madre e sempre Vergine Maria, ci soccorra l'augusta sua intercessione, sì che, agli splendori del suo volto, camminiamo la via della umiltà, della purezza, della carità.  (L II,410)

1.   Che il Signore ci guardi da tanta rovina. Egli ravvivi invece in noi la vita del suo Spirito Santo, e veramente ci faccia, oggi e sempre tutti un cuor solo e un'anima sola con Lui, tutti uniti nei pensieri, negli affetti, nelle opere, tutti ferventi e affuocati nel Suo santo amore, come dice l'epistola della Messa di oggi: "in Charitate radicati et fundati" (Eph. III). (L I,525)

2.   Specialmente aiutiamoci fraternamente con la orazione. (L II,401)

 

3.   A questo spirito si deve unire un grande spirito di orazione: fin qui io ho pregato poco: bisognerà che per l'anima mia e pel bene della Congregazione preghi molto molto di più. (L I,142)

La Parola di oggi

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Preghiera di Frate Ave Maria

O Gesù, luce vera venuta nel mondo a illuminare tutte le anime,
ti ringraziamo di aver chiamato, attraverso la sventura della cecità fisica, Frate Ave Maria
alla luminosa notte di una vita tutta spesa, in penitenza e gioiosa preghiera,
per indicare agli sfiduciati le mirabili certezze della fede.
Concedi anche a noi di camminare, allo splendore del tuo volto,
in grazia e carità operosa per il bene dei fratelli,
ed esaudisci, per sua intercessione,
la supplica che ti presentiamo.
Gloria al Padre, e al Figlio, e allo Spirito Santo….

Preghiera di S. Alberto Abate

Amabilissimo Sant’Alberto, che dopo nove secoli dalla tua santa morte in quest’Eremo
Intriso di verde e di silenzio, hai ancora su di noi, tormentati uomini d’oggi,
un suggestivo richiamo al riposo dello spirito, ascolta le nostre umili richieste.
Aiutaci a staccare il cuore da tante cose terrene ed inutili,
per amare di pù l’evangelica povertà.
Fa che, aspirando ai beni eterni che ci attendono,
possiamo trasformare in preghiera il lavoro, le gioie, i dolori,
in un crescendo di elevazione a Dio.
Aprici il cuore per tendere, sorridendo, la mano a chi soffre
Ed ha fame di pane e d’amore, donando ai fratelli qualcosa di nostro e di noi.
Grazie, Sant’Alberto, per l’esempio di santità che ci hai lasciato;
la tua spirituale vicinanza su questa terra
sia per noi preludio di eterna felicità,
immersi insieme a te nell’infinito amore.

S.Alberto

Eremo Sant'Alberto di Butrio (Opera Don Orione)

27050 Ponte Nizza (Pavia)

Tel. 0383 52729