Messe Feriali ore 7.00 e 16.30
Messe Festive ore 10.00 e 16.30
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LA STORIA DELL'EREMO IN VIDEO



Grazie a Remo Tagliani, autore di questo servizio, abbiamo l'opportunità di visitare, in video, tutta l'abbazia e di ascoltarne la storia attraverso la narrazione di Frate Ivan.
Una storia millenaria che ha visto molteplici eventi che vengono, brevemente, rivissuti attraverso questo video che noi vi raccomandiamo perché narra, oltre alla storia dell'Eremo, anche 1.000 anni di storia di un piccolo ma importante lembo del nostro paese, terra di meraviglie artistiche, mistiche e naturali: chiunque può vedere la mano di Dio in tutta questa pace e bellezza.

 

Per gentile concessione di OLTRE - maggio - giugno 2020 - N° 182

L'autrice di questo bellissimo articolo, Elena Corbellini, ci guida con maestria lungo i sentieri della storia. Molti, forse troppi di noi si dimenticano che la storia potrebbe essere la nostra grande maestra  di vita ma, purtroppo, siamo troppo "occupati" per capire che forse dovremmo fermarci ogni tanto a ricordare e meditare su ciò che essa ci insegna.

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La Comunità e i suoi Compiti



Parliamo oggi della vita monastica che i frati vivono nell'Eremiterio brasiliano; essi sono parte di un importante centro di spiritualità che mantiene vivo il dialogo con Dio pregandolo continuamente ma non solo, i Frati si occupano anche di lavorare nei vari ruoli che la comunità ha deciso per ciascuno di essi.
Essi non celebrano la Santa Messa, sono religiosi e hanno il compito della preghiera continua con Dio, nel silenzio e nella semplicità. Sono disponibili e aperti ad accogliere chiunque per un dialogo spirituale che possa arricchire le anime e le menti di tutti i partecipanti.



Gli Eremiti si trovano in preghiera diverse ore della giornata, la prima preghiera è quella al mattino presto alle 5,30, alle 7,00 c'è la Santa Messa, a mezzogiorno viene celebrato l’Angelus e alle ore 18,00 un’altra volta l’Angelus, il Rosario e Vespri, alle ore 20,15 la compieta. Tutti i Giovedì il Santissimo Sacramento rimane esposto per l’adorazione dalle 17,00 alle 18:00.



Nelle domeniche c’è la possibilità della partecipazione del popolo alla Santa Messa delle ore 10,00 e dell’adorazione eucaristica alle ore 18,00.

I religiosi di San Luigi Orione continuano con zelo a preservare l'eredità lasciata dalla famiglia Esteves e, senza alcun aiuto del governo, hanno conservato l'intera ricca collezione della fattoria, tutta originale, in modo che parte della storia della valle del caffè rimanga viva nella memoria collettiva.



Camminiamo tutti insieme nella ricerca di Dio solo e teniamo lo sguardo fisso in Lui soltanto, la Madonna che è nostra mamma e nostra guida ci mostri il cammino da seguire.

Wednesday, 02 September 2020 20:21

FESTA DI SANT'ALBERTO

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Tradizionale Festa di Sant'Alberto di Butrio

Domenica 6 Settembre si svolgerà, come di consueto, la Tradizionale Festa di Sant'Alberto, fondatore dell'Eremo, purtroppo quest'anno si svolgerà in forma ridotta rispetto agli anni scorsi con manifestazioni più contenute, nel rispetto delle norme di sicurezza richieste dalla pandemia. Anche la tradizionale Processione non sarà effettuata mentre le messe verranno effettuate nei seguenti orari:


Mattino       ore 10.00

Pomeriggio  ore 16.15





Ore 14.30 sotto la Grande quercia saranno allestiti due tavoli ben distanziati:

  •  Tavolo 1: Rotary Club Valle Staffora con vini Azienda Agricola Montelio, pasta artigianale, biscotti e torte del Ristorante Selvatico, frutta della Val di Nizza, peperoni di Voghera, zucche.
  •  Tavolo 2: torte e biscotti degli Amici di Poggio Ferrato.

Il ricavato sarà totalmente devoluto per il restauro degli affreschi millenari dell'Eremo.



Dalle ore 15 Elena Corbellini, frate Ivan e un membro dell'Auramala Project (associazione culturale Il Mondo di Tels) parleranno degli affreschi e del progetto del loro restauro, di Sant'Alberto e San Luigi Orione, della misteriosa storia e delle ricerche sul re inglese Edoardo II, che forse trovò pace proprio all'Eremo di Sant'Alberto.



Tomba di Re Edoardo II

1920 -2020 Centenario della presenza degli Eremiti di don Orione a S. Alberto di Butrio.

Quest’anno, del tutto particolare per diverse vicissitudini e non da meno anche per la pandemia che ha sconvolto le abitudini dell'Eremo, prima di tutto ringraziamo il Signore perché ha voluto concederci la grazia del dono della salute e far sì che la nostra piccola comunità fino ad oggi sia stata risparmiata da questa prova. Eccoci pronti a elevare al Cuore di Dio il nostro ringraziamento per questi 100 anni di presenza all’eremo millenario!... Cento lunghi anni ma ben poco tempo paragonati alla lunga storia dell'Eremo composta da ben nove secoli. Dal lontano 1073 quando Alberto lasciava questo esilio terreno per tornare al Padre, non tornava certo a mani vuote, è giunto fino a noi questo luogo di culto, di fede, di ritiro e di intimità con Dio, patrimonio che Alberto e i suoi primi seguaci ci hanno lasciato in eredità. Poi si sa, l’uomo è un abisso, un mistero a se stesso, e questo prezioso tesoro più che altro spirituale è stato abbandonato, dimenticato per secoli e lasciato in balia degli eventi che in certi casi sono stati ben peggiori di questa pandemia: nel 1800 l’antica abbazia, lontana dal suo splendore iniziale, pareva uno spettro di ambulacri rovinati e desolati.



Con don Orione riprende vita; egli venendo un giorno a piedi da San Ponzo con i suoi ragazzi da Tortona, sale fin quassù e tra i suoi ricordi ci perviene questa annotazione: “ S. Alberto è tutta una rovina che fa piangere il cuore!”. Poi il resto lo sappiamo soprattutto poichè facciamo parte di questa storia e di questo mistero. Don Orione il 30 luglio del 1899 grazie a Fra Colombano, Fra Gaetano e fra Vincenzo dava vita a questo Ramo di vita contemplativa nella nascente sua Congregazione tutta dedita alle opere di Carità. Ma non verranno subito a S. Alberto, ci saranno varie tappe altrove tra cui Montespineto (AL), un luogo ancora oggi a noi tanto caro. Sarà quindi nel 1920 che gli Eremiti arriveranno a S. Alberto senza più lasciarlo. Nel 1923 arriverà Frate Ave Maria, altro miracolo che la provvidenza ha voluto compiere. E questi 100 anni sono stati anni di grandi sacrifici certamente per gli inizi, qui il luogo del tutto inospitale, il freddo che per lunghi mesi abitava queste mura, l’essenzialità in tutto: a noi oggi pare incredibile eppure hanno vissuto così, e poi grazie alla sensibilità di tanti Amici e Benefattori delle varie Istituzioni Civili si è arrivati a godere nuovamente della semplicità e bellezza di questo luogo. Oggi si rimane incantati e poi ancor più meravigliati quando si scopre che è abitato dalla nostra comunità, e noi siamo qui oggi a dare il nostro contributo assieme a voi per le nuove generazioni.

Dove passano i Santi resta il profumo di Dio.
Dove passano i Santi fiorisce l’amore.
Dove passano i santi germoglia ogni cosa bella e utile e grande
Dove passano i Santi vibra misteriosamente un irresistibile fascino, che difficilmente si potrebbe descrivere.
( Mons. Andrea Gemma.)





La Storia, grande maestra di vita spesso inascoltata


Quanti errori avrebbe potuto evitare l'umanità se avesse ascoltato, con gli occhi dell'anima, le sue lezioni inappellabili. I musei, contenitori di tutta la nostra storia, ne sono un esempio evidente ma, spesso, li guardiamo con occhi assenti che vedono solo la loro parte artistica e curiosa senza coglierne il vero significato.
Esiste, anche nell'Eremiterio Ave Maria, una raccolta di oggetti usati da coloro che ci hanno preceduti e che ci mostrano spezzoni di vita quotidiana semplice ma attiva e piena di speranza per il futuro.

Noi ci riteniamo fortunati per avere una tecnologia avanzata che ci aiuta a vivere più a lungo, a comunicare più velocemente, a ridurre le fatiche quotidiane: abbiamo avuto anche il superfluo. Questo museo però ci racconta un'altra storia: sacrifici, fraternità, semplicità cristiana, una vita forse povera ma con la speranza e la gioia nel cuore.

Oggi quali speranze coltiviamo? Facciamoci questa domanda e diamoci una risposta purtroppo difficile da trovare; siamo divisi, senza veri valori, senza speranze, rancorosi, fratello e sorella contro fratello e sorella, lontani dalla fede e quindi lontani da noi stessi e dal nostro prossimo.

Guardate queste immagini e cercate di cogliere non solo il l'aspetto esteriore ma l'essenza dei messaggi che vogliono trasmetterci.























La Natura si fonde con il Misticismo


Ammirare la grandezza e la bellezza della Natura è come ammirare Dio Suo Creatore. Quante volte ci siamo trovati in luoghi bellissimi dove abbiamo avvertito, nell'intimo della nostra anima soffocata dalle preoccupazioni del mondo, subentrare la pace interiore e un profondo senso di stupore per le bellezze che sono davanti ai nostri occhi.

Natura e misticismo sono inscindibili e i pochi che non riescono a sentire questo bellissimo connubio perdono, senza rendersene conto, la parte migliore di se stessi.

I giardini della fazenda diventata il secondo Eremo della congregazione di San Luigi Orione, ne sono una testimonianza vera ed esplicita; qui si respira, come d'altronde nel nostro Eremo, il vero Misticismo che quieta l'anima da tutte le sue tribolazioni e rende la persona migliore perché più attenta alle vere esigenze di noi tutti.

La galleria che trovate qui di seguito ne è un esempio evidente.





























Immagine di Frate Ave Maria in una giornata invernale

La parlata dialettale, le nostre radici: un'abitudine e uno stile di vita che, lentamente, si sta perdendo come mille altre cose del nostro passato e della nostra storia di italiani veraci.

Stiamo perdendo ciò che ha consacrato l'appartenenza al nostro paese, alle sue regioni e alle sue province.

Il dialetto sopravvive nelle piccole realtà provinciali del nord mentre vive, ben più vitale, nel centro e nel sud Italia, isole comprese.

L'articolo che oggi Vi presentiamo è semplicemente il testo di una bellissima poesia dialettale che parla di Frate Ave Maria,  scritta da Claudia Soligno e tratta da un suo libro del 2014 dal titolo "Fili d'erba"; all'articolo è stata poi aggiunta la relativa traduzione in Italiano.

E' l'immagine poetica di due frati che avanzano nella neve e di un lontano passato vero e attuale nella sua semplicità.

 


L'ingresso dell'Eremiterio

Valença inaugura il secondo Eremo orionino del mondo


La cura del parco

Il 21 gennaio, in Esteves de Valença (Brasil), è stato inaugurato, con una bella celebrazione eucaristica, il secondo Eremo della famiglia religiosa di San Luigi Orione nel mondo, dopo quello di Sant’Alberto di Butrio, comune di Ponte Nizza (Pavia), in Italia. L’Eremiterio si chiamerà Frate Ave Maria, in omaggio all’eremita cieco deceduto il 21 gennaio 1964.

Ingresso della Chiesetta


La nostra missione è quella della preghiera, cioè della meditazione della parola di Dio, della contemplazione delle cose divine e del lavoro quotidiano; è nostra missione anche quella di aiutare spiritualmente quanti frequentano il nostro Eremo e quanti sono alla ricerca di Dio; accogliamo anche i giovani che sono alla ricerca della propria vocazione. Faremo anche noi come si fa nell’Eremo di Sant’Alberto: l’accoglienza di persone laiche o religiose per trascorrere insieme un periodo di ritiro.

La fabbricazione delle candele



Gli Eremiti si ritrovano per pregare in diverse ore della giornata; la prima preghiera è quella al mattino presto alle 5,30, alle 7,00 abbiamo la Santa Messa, alle 12,00 l'Angelus e alle ore 18,00 l’Angelus, il Rosario e i Vespri, alle ore 20,15 la compieta. Tutti i Giovedì il Santissimo Sacramento rimane esposto per l’adorazione dalle 17,00 alle 18:00.
Alla domenica Santa Messa delle ore 10,00 e adorazione eucaristica delle 18,00 con partecipazione del popolo.

I Frati in preghiera



Camminiamo tutti insieme nella ricerca di Dio solo tenendo lo sguardo fisso in Lui soltanto: la Madonna che è nostra mamma e nostra guida ci mostri il cammino da seguire.


                                                                       

“Ave Maria e avanti”
Fra Geraldo Maiella (Fra Rogelino)


Tuesday, 19 May 2020 09:42

ORDINAZIONE DI DON ORIONE

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L'ordinazione a sacerdote di San Luigi Orione


Pur con molto ritardo dovuto a questa pandemia, ricordiamo un grande capitolo della nostra fede: l'ordinazione a Sacerdote di San Luigi orione.
Ci sono grandi personaggi della storia che vengono celebrati e rimangono nei libri di storia: eroi, calciatori, cantanti, politici, scienziati.
Poi ci sono i veri grandi uomini che agiscono per fare del bene agli esseri umani curando le loro necessità spirituali e materiali; non si arrendono davanti a ostacoli di nessun genere, combattono contro l'incredulità della gente e, a volte, il loro sarcasmo o peggio. Agiscono umilmente, senza media che ne esaltino la grandezza e, proprio per questo, sono ancora più grandi.

Il 13 Aprile 1895 centoventicinque anni fa, viene ordinato Sacerdote San Luigi Orione nella Cappellina dell'Episcopio di Tortona da Mons. Igino Bandi.

Nella sua prima messa chiede questa grazia  a Dio:



Chiunque l'avesse conosciuto o fosse entrato in contatto con lui o con le sue opere, si sarebbe salvato.

In cielo abbiamo quindi un grande Santo che intercede per noi. Non dimentichiamolo mai nelle nostre preghiere perché la luce delle sue opere e dei suoi pensieri siano sempre un faro nel nostro cammino terreno.

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La Parola di oggi

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Preghiera di Frate Ave Maria

O Gesù, luce vera venuta nel mondo a illuminare tutte le anime,
ti ringraziamo di aver chiamato, attraverso la sventura della cecità fisica, Frate Ave Maria
alla luminosa notte di una vita tutta spesa, in penitenza e gioiosa preghiera,
per indicare agli sfiduciati le mirabili certezze della fede.
Concedi anche a noi di camminare, allo splendore del tuo volto,
in grazia e carità operosa per il bene dei fratelli,
ed esaudisci, per sua intercessione,
la supplica che ti presentiamo.
Gloria al Padre, e al Figlio, e allo Spirito Santo….

Preghiera di S. Alberto Abate

Amabilissimo Sant’Alberto, che dopo nove secoli dalla tua santa morte in quest’Eremo
Intriso di verde e di silenzio, hai ancora su di noi, tormentati uomini d’oggi,
un suggestivo richiamo al riposo dello spirito, ascolta le nostre umili richieste.
Aiutaci a staccare il cuore da tante cose terrene ed inutili,
per amare di pù l’evangelica povertà.
Fa che, aspirando ai beni eterni che ci attendono,
possiamo trasformare in preghiera il lavoro, le gioie, i dolori,
in un crescendo di elevazione a Dio.
Aprici il cuore per tendere, sorridendo, la mano a chi soffre
Ed ha fame di pane e d’amore, donando ai fratelli qualcosa di nostro e di noi.
Grazie, Sant’Alberto, per l’esempio di santità che ci hai lasciato;
la tua spirituale vicinanza su questa terra
sia per noi preludio di eterna felicità,
immersi insieme a te nell’infinito amore.

S.Alberto

Eremo Sant'Alberto di Butrio (Opera Don Orione)

27050 Ponte Nizza (Pavia)

Tel. 0383 52729