mapFeriale: ore 7.00 e 16.30
Festivo: ore 10.00 e 16.30
…dalla terra il Signore fa crescere erbe medicinali e chi ha buonsenso non le rifiuta….
Siracide,XXXVIII,4-8

Don Vincenzo Marchetti

Lunedì, 17 Febbraio 2014 21:08

Questa è l’esortazione e l’augurio

1.   Sentiamo in Domino la carità di Gesù Cristo che ci incalza e ci preme: Charitas Christi urget nos! … Che i nostri occhi si aprano alla luce di Dio e si spronino insieme, i nostri cuori, alla carità di Gesù Crocifisso, sì che tutti abbiamo a sentire e a vivere tutta la sublimità e santità della nostra vocazione, ed apprezzare il valore, la grazia di dono sì grande e sì celeste. Iddio non vuole una moltitudine di figli fiacchi e inutili (c. 4, 30 Ecclesiastico), né che compariscano davanti al Signore a mani vuote: « Non apparebis ante conspectum Domini vacuus » (cap. 35, 6 Eccl.).(L I,54)

2.   Faccia Iddio che tutta la vita mia e de' miei carissimi fratelli di fede e di lavoro non sia che un cantico di gratitudine a Lui! Che la grande melodia della Provvidenza si dilati e si diffonda, e sparga la luce e il fuoco della carità di Gesù Cristo per tutta la terra! (L I,275)

Sabato, 15 Febbraio 2014 09:03

Pregare è la nostra vita

1.   La preghiera è la vita dell'anima; e riposo, per lo spirito e per l'anima, è la preghiera. La preghiera è la vita dell'anima, vita spirituale, vita intellettuale e buona che si raccoglie e si ritempra alla sorgente, che è Dio.

2.   Sia il nostro spirito uno spirito grande di umiltà, di fede, di carità; sia la nostra vita tutta intessuta di preghiera, di pietà operosa, di sacrificio; sia in tutti una gara a faticare assiduamente per far del bene alle anime, alle intelligenze, ai cuori e anche ai corpi malati dei nostri fratelli per l'amore di Dio, e vedendo nel prossimo il nostro Dio e i più cari al Signore nostro. (L I,282)

 

3.   Pitagora aveva diviso la giornata dei discepoli della filosofia in tre parti: la prima per Dio, nella preghiera; la seconda per Dio, nello studio o nel lavoro; la terza per gli uomini e gli affari. Così tutta la prima metà del giorno era dedicata a Dio. Ed era un pagano! Ora che faremo noi, che siamo cristiani e, ancor più, religiosi? Ricordiamoci che il gran mezzo per salvarsi è la preghiera, e S. Alfonso ci ha lasciato al riguardo un libro mirabile; ricordiamoci che non potremo venire a perfezione né acquistare in noi veruna virtù vera, senza il mezzo dell'orazione umile, fervorosa e continua (L I,451)

Sabato, 11 Gennaio 2014 21:18

Padre Mariano parla di Frate Ave Maria

Pace e bene a tutti!

In una lettera scritta non a me, ma ad una nonna, e più di 30 anni fa, ho letto queste curiose parole: “Vedete  cara nonna, io sono il più ignorante di tutti gli uomini della terra; tutti sanno mille cose, ed io so una cosa sola: so soltanto essere felice. Tutti posseggono più oggetti, io invece non posseggo che una cosa: la vera felicità.

Ed allora è il caso di domandarci: Chi è che scriveva, più di 30 anni fa ad una nonna queste parole così rare nel vocabolario delle lettere umane? Era un eremita cieco, che è morto nel 1964, la cui storia è più bella che un bel romanzo. Per questo ve la voglio raccontare. Ascoltatemi.

Dunque, era il primo di cinque fratelli di una modesta famiglia di contadini liguri: CESARE PISANO era un giovane buono, gene­roso, ma vivacissimo. Ed un brutto giorno (un bel giorno per lui, ma noi umanamente diciamo: un brutto giorno), scherzando con un suo coetaneo che teneva in mano un fucile (il solito male­detto fucile, che si crede scarico e che invece era carico), gli dice così con un tono di sfida: “Spara! Spara! Su spara!” E l’amico spara. Il colpo parte e gli occhi se ne vanno per sempre.

Il monachesimo in genere, l’ordine benedettino in particolare, sorto quasi contemporaneamente alle grandi invasioni barbariche ( Sec V – VI) esercitò un influsso multiforme religioso, sociale, culturale sull’Occidente cristiano.

Ai monaci pre – benedettini mancava una grande regola comune rispondente alla natura della vita religiosa e allo spirito occidentale.

Le molte regole in uso non erano in sostanza che raccolte di massime spirituali con liste di proibizioni e di penitenze.

Merito inestimabile di San Benedetto è quello di aver dato al monachesimo occidentale una legislazione pratica, ragionevole e discreta, una vera regola fissa, con l’aggiunta di elementi nuovi quali la “ stabilità” nel monastero e il lavoro manuale.

Nel secolo VII in Italia la diffusione dell’Ordine benedettino subì qualche remora a opera dei Longobardi, ma dopo la conversione di questi vi fu una vera fioritura di monasteri.

Sabato, 11 Gennaio 2014 09:50

Gli atti del Santo e la tradizione

Alcuni santi di nome Alberto sono stelle di prima grandezza nel  firmamento della Chiesa. Domina su tutti per elevatezza d’ingegno Alberto Magno. Di poco anteriore è Sant’Alberto di Butrio.

Con tutta probabilità dovettero esistere in antico gli Atti  della sua vita come da quattro secoli prima esistevano per San Colombano. Infatti Giona di Susa monaco  di Bobbio, entrato nel convento nel 618, tre anni dopo la morte del fondatore, e divenuto segretario e confidente di Attala e Bertulfo immediati successori, ci lascò con la biografia di san Colombano uno dei più insigni monumenti del secolo VII.

Non è pensabile che sant’Alberto, al quale pochi anni dalla morte viene dedicata una chiesa, non abbia trovato un monaco premuroso di tramandarne le memorie.

Desiderata

Procedi con calma tra il frastuono e la fretta, e ricorda quale pace possa esservi nel silenzio. Per quanto puoi, senza cedimenti mantieniti in buoni rapporti con tutti. Esponi la tua opinione con tranquilla chiarezza, e ascolta gli altri; pur se noiosi e incolti, hanno anch’essi una loro storia. Evita le persone volgari e prepotenti: costituiscono un tormento per lo spirito. Se insisti nel confrontarti con gli altri, rischi di diventare borioso e amaro, perchè sempre esisteranno individui migliori e peggiori di te. Godi dei tuoi successi e anche dei tuoi progetti. Mantieni interesse per la tua professione, per quanto umile, essa costituisce un vero patrimonio nella mutevole fortuna del tempo. Usa prudenza nei tuoi affari, perchè il mondo è pieno d’inganno. Ma questo non ti renda cieco a quanto vi è di virtù; molti sono coloro che perseguono alti ideali e dovunque la vita è colma di eroismo. Sii te stesso. Soprattutto non fingere negli affetti. Non ostentare cinismo verso l’amore, perchè, pur di fronte a qualsiasi delusione e aridità, esso resta perenne come il sempreverde. Accetta docile la saggezza dell’età, lasciando con serenità le cose della giovinezza. Coltiva la forza d’animo, per difenderti nelle calamità improvvise. Ma non tormentarti con delle fantasie: molte paure nascono da stanchezza e solitudine. Al di là d’una sana disciplina, sii tollerante con te stesso. Tu sei figlio dell’universo non meno degli alberi e delle stelle, ed hai pieno diritto d’esistere. E convinto, o non convinto che tu ne sia, non v’è dubbio che l’universo si sta evolvendo a dovere. Perciò sta in pace con Dio, qualunque sia il concetto che hai di Lui. E quali siano i tuoi affanni e aspirazioni, nella chiassosa confusione dell’esistenza, mantieniti in pace col tuo spirito. Nonostante i suoi inganni, travagli e sogni infranti, questo è pur sempre un mondo meraviglioso. Sii prudente. Sforzati d’essere felice. Manoscritto del 1692.

ATTENZIONE

Queste schede non vogliono sostituire in alcun modo la professione medica. Doveroso consultare il medico immediatamente all’insorgere di qualsiasi disturbo o disagio psico-fisico. Non esiste una vera guarigione senza un atteggiamento di consapevole ricerca spirituale verso un bene comune e diffuso che ci porterà ad un equilibrio armonioso fra CORPO-MENTE-SPIRITO

Preghiera di Frate Ave Maria

O Gesù, luce vera venuta nel mondo a illuminare tutte le anime,
ti ringraziamo di aver chiamato, attraverso la sventura della cecità fisica, Frate Ave Maria
alla luminosa notte di una vita tutta spesa, in penitenza e gioiosa preghiera,
per indicare agli sfiduciati le mirabili certezze della fede.
Concedi anche a noi di camminare, allo splendore del tuo volto,
in grazia e carità operosa per il bene dei fratelli,
ed esaudisci, per sua intercessione,
la supplica che ti presentiamo.
Gloria al Padre, e al Figlio, e allo Spirito Santo….

Preghiera di S. Alberto Abate

Amabilissimo Sant’Alberto, che dopo nove secoli dalla tua santa morte in quest’Eremo
Intriso di verde e di silenzio, hai ancora su di noi, tormentati uomini d’oggi,
un suggestivo richiamo al riposo dello spirito, ascolta le nostre umili richieste.
Aiutaci a staccare il cuore da tante cose terrene ed inutili,
per amare di pù l’evangelica povertà.
Fa che, aspirando ai beni eterni che ci attendono,
possiamo trasformare in preghiera il lavoro, le gioie, i dolori,
in un crescendo di elevazione a Dio.
Aprici il cuore per tendere, sorridendo, la mano a chi soffre
Ed ha fame di pane e d’amore, donando ai fratelli qualcosa di nostro e di noi.
Grazie, Sant’Alberto, per l’esempio di santità che ci hai lasciato;
la tua spirituale vicinanza su questa terra
sia per noi preludio di eterna felicità,
immersi insieme a te nell’infinito amore.