mapFeriale: ore 7.00 e 16.30
Festivo: ore 10.00 e 16.30
…dalla terra il Signore fa crescere erbe medicinali e chi ha buonsenso non le rifiuta….
Siracide,XXXVIII,4-8

Don Vincenzo Marchetti

Monday, 17 February 2014 21:13

Speranza, fiducia, abbandono in Dio

1.   La preghiera è l'elevazione e voce della nostra speranza. (L I,451)

2.   E diffidiamo di noi stessi, o miei cari, diffidiamo di noi, facendo le cose posatamente, e non esponiamoci temerariamente; confidiamo, però, con fiducia illimitata nella bontà del Signore, e preghiamo di più. Ma non si stia a fare opere di conto sulla   semplice parola o promessa degli uomini, e   l'esperienza ci insegni ad essere meno ottimisti   e più cauti. (L I,337)

3.   In Te dunque, o Signore Dio mio, io ripongo tutta la mia speranza e il rifugio dell'anima mia e della vita mia: in Te, o Signore Dio mio, depongo ogni mia tribolazione ed angustia, perché trovo tutto infermo ed instabile quanto veggo fuori di Te! (L I,186)

4.   ingratitudini passate, per l'intercessione della nostra Madre del Paradiso, la Madonna Santissima; supplichiamolo, con umili, intensissime preghiere, di riceverle in odore di soavità di confortare la nostra debolezza, annientandoci davanti a Lui e dandoci come morti a Gesù Cristo, per vivere unicamente di Lui e per Lui, e di darci la grazia di rimanere fedeli nella santa vocazione, perché niuna delle prime pietre sia rigettata dal celeste fabbricatore. (L I,27)

5.   Nella meditazione sentiamo di respirare in Dio, nella meditazione sentiamo il tocco di Dio. È quando nasce in noi un gran desiderio; la volontà di riformarci; e tutto il nostro interiore si riempie di sommissione e di amore a Dio, e tutto il nostro esterno di modestia, di dolcezza, di pace.  Ma, per sentire questo, è necessario, fin dal mattino, summo mane, gettarci umilmente ai piedi di Gesù, nel silenzio e nella solitudine, e disporre almeno di una mezz'ora al giorno: è allora che Iddio, parlandoci, si fa Maestro. (L I,452)

6.   Allarghiamo il nostro cuore agli affetti più teneri, e gettiamoci in adorazione ai piedi di Gesù; divampi del suo amore la nostra vita poiché il suo amore è soave e divino, ed è vita, è vita, e frutto della sua carità è la pace, anzi è la bellezza stessa della pace: in pulchritúdine pacis! (L I,143)

7.   « Estote fortes in Fide! ». Perseveranti nell'orazione, saldi nella Fede, piccoli e umili ai piedi della S. Chiesa, Madre della nostra Fede e delle nostre anime, attendiamo tranquilli, sereni, l'ora di Dio. Il Signore, che, con la Sua mano, ha asciugato tante nostre lacrime, convertirà in gaudio ogni nostra tristezza: abbiamo Fede! (L I,461)

8.  E riponiamo in Nostro Signore ogni speranza e fiducia, rafforzando in Dio la nostra volontà e i buoni propositi, perché, senza Dio, non si edifica. Senza Dio, i vincoli stessi sociali sono catene, i frutti della scienza e delle arti immiseriscono; e la vita, sia pur condotta in una Casa religiosa, se non è vita veramente religiosa, non è vita di Dio, e diverrebbe uno sbadiglio o un martirio, o peggio!... Dio solo è il fondamento di ciò che resta, di ciò che ha valore eterno: Dio è il fine di tutti i beni l'altezza della vita, il respiro dell'anima: e fortissimo conforto de' suoi servi è lo sperare in Dio. (L I,454)

Monday, 17 February 2014 21:12

Lode e ringraziamento

1.   Cantiamo al Signore un cantico nuovo, e tutta la nostra vita sia un cantico d'amore a Dio e al prossimo.  Sorgi, o anima mia, e corri incontro alla nuova Luce, che è Gesù - Carità. Egli viene a te, poiché la misericordia infinita del Signore è discesa più ampia del mare e dei cieli: terra, mare e cieli diventarono un nulla davanti alla carità di Gesù, quando risplendette la gloria del Signore. (L II,317)

2.   Adoriamo, o fratelli, adoriamo! E che tutta la terra Lo adori e Lo ami, e inneggi a Gesù, Dio d'amore! (L II,316)

3.   Charitas est ». O Carità, regno di Dio e Dio, soavissima, santissima, infinita Carità, vita nostra, palpito della nostra vita e dei nostri cuori, resta sempre con noi! (L  II,418)

4.   Ed ora, prostrati ai piedi di Gesù, sciogliamo un inno di ringraziamento al Signore pei grandi benefizi che ci ha fatto, particolarmente durante l'anno che sta per tramontare. I passi in avanti, le nuove Case aperte, le Opere, anche di importanza, che quest'anno si compirono, sia in Italia che nel Sud e Nord - America e in Polonia, sono una prova luminosa, o Cari miei, della specialissima protezione della Divina Provvidenza. (L II,320)

5.   E chi potrà dire l'amore che Gesù ci svela nella sua nascita? Condotti dal lume della fede adoriamo la infinita maestà di Dio, nascosta sotto il velo dell'infanzia: che questo prodigio di onnipotenza e di amore accenda i nostri cuori della più ardente carità. Ah! Signore! Il vostro nome è mirabile su tutta quanta la terra: Voi siete veramente il Dio delle meraviglie! (L II,308)

6.   Allarghiamo il nostro cuore agli affetti più teneri, e gettiamoci in adorazione ai piedi di Gesù; divampi del suo amore la nostra vita poiché il suo amore è soave e divino, ed è vita, è vita, e frutto della sua carità è la pace, anzi è la bellezza stessa della pace: in pulchritúdine pacis! (L II,143)

7.   Intanto benediciamo e ringraziamo insieme il Signore della grazia concessa alle anime nostre e all'Opera  preghiamolo di dimenticare le nostre (L I,28)

Oh non finiamo, o miei cari, di ringraziare e di benedire il Signore pel dono della Fede, e supplichiamolo che ce la accresca ogni dì più.  (L II,458)

Monday, 17 February 2014 21:10

Consacrazione del tempo

1.   E ogni giorno e ogni ora della nostra vita e ogni battaglia del cuore siano segnati, siano suggellati dalla nostra preghiera: Ave, Maria! (L I,500)

2.   È nel mattino, prima di qualsivoglia distrazione e comunicazione con gli uomini, che bisogna pregare e ascoltare Dio. La prima ora tutta a Dio! Allora Iddio parla, Iddio ara le anime, Iddio lavora in noi, plasma il nostro spirito: Iddio vivifica, Iddio rischiara, e lo splendore di Dio sta sopra di noi;  (L I,451)

3.   Che importante questione pratica per la vera vita religiosa è mai questa! Ho parlato di quello che si può chiamare la consacrazione del primo mattino a Dio nella preghiera e nel silenzio; parlo ora della consacrazione della sera. Alla sera bisogna raccogliere il corpo, lo spirito, il cuore, consumati, dissipati fuori di se stessi: raccogliere la nostra vita dispersa e ritemprare le forze tutte alle loro vere sorgenti, del riposo, del silenzio, della preghiera (L I,324)

4.   Consacriamo altamente la sera, come il mattino. Consacriamo il riposo, il silenzio della sera alla conoscenza di noi, all'amore di Dio e delle anime con la preghiera: mettiamo la nostra anima in comunione con Dio: sia un silenzio riparatore che risarcisca Iddio e raddoppi la forza e la fecondità del lavoro per la giornata che viene. Solitudine severa, silenzio, tutti soli in faccia a  Dio. (L I,325)

5.   Alla sera bisogna raccogliere il corpo, lo spirito, il cuore, consumati, dissipati fuori di se stessi: raccogliere la nostra vita dispersa e ritemprare le forze tutte alle loro vere sorgenti, del riposo, del silenzio, della preghiera. (L I,324)

 

6.   Lavoravano il giorno, e poi di notte attendevano alla preghiera, quantunque, neppur lavorando, cessassero dall'orazione mentale. Spendevano bene tutto il tempo: ogni ora che dessero a Dio pareva corta! Erano poveri delle cose terrene, ma stracarichi di grazia e di virtù. Al di fuori stentavano, ma dentro erano ristorati dalla grazia e dalla consolazione divina ». (L I,489)

Monday, 17 February 2014 21:09

Consacrazione dell’attività

1.   Trasformate in voi ed in essi il lavoro in virtù, come dev'essere e come realmente è; quando il lavoro è santificato, il lavoro diventa preghiera: oportet semper orare, cioè anche lavorando, e il lavoro allora santifica veramente la vita.

2.   E poi pregate ancora Iddio che avvalori le vostre fatiche, le vostre sollecitudini.(L I,390)

3.   Ma vogliate unire allo studio molta orazione; l'unire lo studio all'orazione è un esercizio penoso a principio, ma in progresso diventa una gioia interiore, un'esaltazione umile ma che consola lo spirito, ci dà anima di semplicità e diventa come un'immensa fonte di luce. A te, come agli altri, raccomando di curare sempre più la pietà, di pregare, di alimentare in voi molto la vita spirituale, e di non fermarvi alla istruzione, ma di andare alla radice divina del vangelo e a Gesù Cristo, e di fare di Gesù il centro e l'amore della vostra gioventù e della vostra vita, e la luce della vostra intelligenza, e la fiamma inestinguibile delle anime vostre. (L I,290)

4.   Fate orazione e terminate in Dio tutti i vostri studi: accoppiate sempre lo studio alla orazione. Pregate per me, pregate tanto ! (L II,426)

 

5.   Lavoravano il giorno, e poi di notte attendevano alla preghiera, quantunque, neppur lavorando, cessassero dall'orazione mentale. Spendevano bene tutto il tempo: ogni ora che dessero a Dio pareva corta! Erano poveri delle cose terrene, ma stracarichi di grazia e di virtù. Al di fuori stentavano, ma dentro erano ristorati dalla grazia e dalla consolazione divina (L I,489)

Monday, 17 February 2014 21:09

Chiamati a vivere “Cristo”

1.   Vivere la povertà di Cristo, il silenzio e la mortificazione di Cristo, la umiltà e obbedienza di Cristo nella illibatezza e santità della vita: pazienti e mansueti, perseveranti nella orazione, tutti uniti di mente e di cuore in Cristo: in una parola, vivere Cristo. (L II,501)

2.   Andiamo avanti con ardore, ma anche con semplicità e obbedienza piena e contenta, dove la misericordiosa Provvidenza e la mano materna della Chiesa ci condurranno, senza cercare altro che di amare e servire Gesù Cristo e la Santa Chiesa, di vivere e morire ai loro piedi e sul Loro Cuore! (L II,362)

3.   Figliuoli miei, sia ognora ciascuno di noi il « vinctus Christi », di cui parla S. Paolo, lo schiavo di quel Cristo che ubbidì sino alla morte: il vinto del Re d'amore, Gesù Crocifisso; -e nulla più ambiremo che di morirGli ai piedi, vittime, ancor noi, d'obbedienza e di carità . (L II,174)

 

4.   Non è la carità che ha trasformato peccatori in santi, e il cuore dei santi nel cuore di Cristo? Non è detto: « Cor Pauli, cor Christi »? E San Paolo non dice: « Mihi vivere Christus est »? E questo si dice pure di tutti i Santi, dalla Santissima Vergine, Regina dei Santi, sino all'ultimo santo, sino al Cottolengo e a Don Bosco. (L II,398)

Desiderata

Procedi con calma tra il frastuono e la fretta, e ricorda quale pace possa esservi nel silenzio. Per quanto puoi, senza cedimenti mantieniti in buoni rapporti con tutti. Esponi la tua opinione con tranquilla chiarezza, e ascolta gli altri; pur se noiosi e incolti, hanno anch’essi una loro storia. Evita le persone volgari e prepotenti: costituiscono un tormento per lo spirito. Se insisti nel confrontarti con gli altri, rischi di diventare borioso e amaro, perchè sempre esisteranno individui migliori e peggiori di te. Godi dei tuoi successi e anche dei tuoi progetti. Mantieni interesse per la tua professione, per quanto umile, essa costituisce un vero patrimonio nella mutevole fortuna del tempo. Usa prudenza nei tuoi affari, perchè il mondo è pieno d’inganno. Ma questo non ti renda cieco a quanto vi è di virtù; molti sono coloro che perseguono alti ideali e dovunque la vita è colma di eroismo. Sii te stesso. Soprattutto non fingere negli affetti. Non ostentare cinismo verso l’amore, perchè, pur di fronte a qualsiasi delusione e aridità, esso resta perenne come il sempreverde. Accetta docile la saggezza dell’età, lasciando con serenità le cose della giovinezza. Coltiva la forza d’animo, per difenderti nelle calamità improvvise. Ma non tormentarti con delle fantasie: molte paure nascono da stanchezza e solitudine. Al di là d’una sana disciplina, sii tollerante con te stesso. Tu sei figlio dell’universo non meno degli alberi e delle stelle, ed hai pieno diritto d’esistere. E convinto, o non convinto che tu ne sia, non v’è dubbio che l’universo si sta evolvendo a dovere. Perciò sta in pace con Dio, qualunque sia il concetto che hai di Lui. E quali siano i tuoi affanni e aspirazioni, nella chiassosa confusione dell’esistenza, mantieniti in pace col tuo spirito. Nonostante i suoi inganni, travagli e sogni infranti, questo è pur sempre un mondo meraviglioso. Sii prudente. Sforzati d’essere felice. Manoscritto del 1692.

ATTENZIONE

Queste schede non vogliono sostituire in alcun modo la professione medica. Doveroso consultare il medico immediatamente all’insorgere di qualsiasi disturbo o disagio psico-fisico. Non esiste una vera guarigione senza un atteggiamento di consapevole ricerca spirituale verso un bene comune e diffuso che ci porterà ad un equilibrio armonioso fra CORPO-MENTE-SPIRITO

Preghiera di Frate Ave Maria

O Gesù, luce vera venuta nel mondo a illuminare tutte le anime,
ti ringraziamo di aver chiamato, attraverso la sventura della cecità fisica, Frate Ave Maria
alla luminosa notte di una vita tutta spesa, in penitenza e gioiosa preghiera,
per indicare agli sfiduciati le mirabili certezze della fede.
Concedi anche a noi di camminare, allo splendore del tuo volto,
in grazia e carità operosa per il bene dei fratelli,
ed esaudisci, per sua intercessione,
la supplica che ti presentiamo.
Gloria al Padre, e al Figlio, e allo Spirito Santo….

Preghiera di S. Alberto Abate

Amabilissimo Sant’Alberto, che dopo nove secoli dalla tua santa morte in quest’Eremo
Intriso di verde e di silenzio, hai ancora su di noi, tormentati uomini d’oggi,
un suggestivo richiamo al riposo dello spirito, ascolta le nostre umili richieste.
Aiutaci a staccare il cuore da tante cose terrene ed inutili,
per amare di pù l’evangelica povertà.
Fa che, aspirando ai beni eterni che ci attendono,
possiamo trasformare in preghiera il lavoro, le gioie, i dolori,
in un crescendo di elevazione a Dio.
Aprici il cuore per tendere, sorridendo, la mano a chi soffre
Ed ha fame di pane e d’amore, donando ai fratelli qualcosa di nostro e di noi.
Grazie, Sant’Alberto, per l’esempio di santità che ci hai lasciato;
la tua spirituale vicinanza su questa terra
sia per noi preludio di eterna felicità,
immersi insieme a te nell’infinito amore.