mapFeriale: ore 7.00 e 16.30
Festivo: ore 10.00 e 16.30
…dalla terra il Signore fa crescere erbe medicinali e chi ha buonsenso non le rifiuta….
Siracide,XXXVIII,4-8

Don Vincenzo Marchetti

Monday, 17 February 2014 21:32

VOGLIO CANTARE LA CARITÀ!

Signore, scrivete sulla mia fronte

e sul mio cuore

il Tau sacro della carità.

Apritemi gli occhi e il cuore

sulle miserie dei miei fratelli:

che la mia vita fiammeggi,

come in altissimo rogo,

davanti a Voi, o Gesù!

 

  Vita Ardente!

Fatemi un braciere, sfavillante di luce.

Vivere di luce.

Inginocchiato con tutta la mia miseria,

io mi stendo, gemendo,

dinanzi alla tua misericordia, o Signore,

che sei morto per noi.

Signore, non son degno,

ma ho bisogno della tua gioia,

una gioia casta, una gioia che rapisce,

che ci trasporta nella pace,

al di sopra di noi stessi e di tutte le cose:

immensa gioia!

 

   L'anima ha deciso di vincer tutto

per ascendere, unirsi a Dio:

è la gioia dell'umiltà.

 

  La carità ha fame d'azione:

è un'attività che sa di eterno e di divino.

La carità non può essere oziosa.

Noi moriamo in Dio e viviamo in Dio.

 

  Mi sento come un carbone acceso

su un grande altare:

vivere in Lui e Lui in noi.

Ecco il sublime della vita,

il sublime della morte,

il sublime dell'amore,

il sublime della gioia,

il sublime dell'eternità!

 

  Chiunque segue Maria sarà vincitore

dei propri nemici e arriverà al regno

in cui Ella regna col suo Figliolo,

nella gloria che non avrà mai fine,

nella beatitudine immensa;

più su, nel silenzio sacro dell'Incomprensibile,

dove trema un arcano splendore

dove è l'Altissimo!

 

  Pregate Dio per colui che scrive,

assistito dalla grazia divina,

questa pazzia d'amore;

egli prega per tutti coloro che la leggeranno.

E che Dio ci doni Se stesso:

largamente e in eterno. Amen

Oh le meraviglie della Luce!

 

Nel nome della Divina provvidenza“, Piemme, 1994, p. 101-102

Monday, 17 February 2014 21:32

DARE LA VITA CANTANDO L'AMORE

  Lo splendore e l'ardore divino

non m'incenerisce, ma mi tempra,

mi purifica e sublima

e mi dilata il cuore,

così che vorrei stringere

nelle mie piccole braccia umane

tutte le creature per portarle a Dio.

 

  E vorrei farmi cibo spirituale

per i miei fratelli che hanno fame e sete

di verità e di Dio;

vorrei vestire di Dio gli ignudi,

dare la luce di Dio ai ciechi

e ai bramosi di maggior luce,

aprire i cuori alle innumerevoli miserie umane

e farmi servo dei servi

distribuendo la mia vita

ai più indigenti e derelitti;

vorrei diventare lo stolto di Cristo

e vivere e morire

della stoltezza della carità

per i miei fratelli!

 

  Amare sempre

e dare la vita cantando l'Amore!

Spogliarmi di tutto!

Seminare la carità lungo ogni sentiero;

seminare Dio in tutti i modi,

in tutti i solchi;

inabissarmi sempre

infinitamente

e volare sempre più alto

infinitamente,

cantando Gesù e la Santa Madonna

e non fermarmi mai.

 

  Fare che i solchi

diventino luminosi di Dio;

diventare un uomo buono tra i miei fratelli;

abbassare, stendere sempre le mani e il cuore

a raccogliere pericolanti debolezze e miserie

e porle sull'altare,

perché in Dio diventino le forze di Dio

e grandezza di Dio.

 

  Gesù è morto con le braccia aperte.

È Dio che si è abbassato e immolato

con le braccia aperte.

Carità! Voglio cantare la carità!

Avere una gran pietà per tutti!

Nel nome della Divina provvidenza“, Piemme, 1994, p.  99-100

Monday, 17 February 2014 21:31

AMO LA MADONNA E CANTO!

Canto la Madonna:

lasciatemi amare e cantare!

Sono un povero pellegrino

che cerco luce e amore:

vengo al Santuario col rosario in mano

per diventare lo sgabello

dei piedi immacolati di Maria, in eterno;

vengo a cercarle luce e amore

di Dio e delle anime!

Vengo a Lei per non perdermi,

dopo esser passato tra profondità,

frane, altezze, precipizi, montagne,

uragani, abissi, oscurità di spirito, ombre nere...

 

  Vengo a Lei, e sento sopra di me

un'alta pace che si libra:

vedo il suo manto distendersi

su tutte le tempeste,

e una serenità inoffuscabile

che sorpassa le regioni della luce umana,

e trapassa tutti i nostri splendori,

e mi avvolge e penetra.

 

L'anima inondata dalla bontà del Signore

e dalla sua grazia,

arroventata dal fuoco della carità,

librata al di sopra, in alto,

e traboccante di amore,

sperimenta una gioia che è gaudio spirituale,

e si fa canto e spasimo,

sete anelante d'infinito,

brama di tutto il vero,

di tutto il bene,

di tutto il bello:

attrazione, ardore sempre crescente di Dio:

amando nell'Uno tutti:

nel Centro i raggi:

nel Sole dei soli ogni luce.

 

  E in questa luce inebriante

mi spoglio dell'uomo vecchio e amo:

questo amore mi fa uomo nuovo

e amando canto, canto!

 

Amo ineffabilmente

e canto lo stesso Amore Infinito

e la Santa Madonna del Divino Amore:

mi slancio in un'altezza senza misura,

e con un grido improvviso di vittoria,

di gloria a Dio e alla Vergine Santa,

amo e canto.

 

Nel nome della Divina provvidenza“, Piemme, 1994, p.  97-98

O Divina Provvidenza, o Divina Provvidenza!

Nulla è più amabile e adorabile di Te,

che maternamente alimenti

l'uccello dell'aria e il fiore del campo:

i ricchi e i poverelli!

Tu apri le vie di Dio

e compi i grandi disegni di Dio nel mondo!

 

  In Te ogni nostra fiducia,

o Santa Provvidenza del Signore,

perché tu ci ami assai più che noi amiamo noi stessi!

No, che col divino aiuto, non ti voglio più indagare:

no, che non ti voglio più legare le mani:

no, che non ti voglio più storpiare;

ma solo voglio interamente abbandonarmi nelle tue braccia, sereno e tranquillo.

Fa' che Ti prenda come sei,

con la semplicità del bambino,

con quella fede larga che non vede confini! …

 

  Dà a me, povero servo e ciabattino tuo,

e alle anime che pregano e lavorano

in silenzio e sacrificio di vita intorno ai poverelli,

dà ai cari benefattori nostri quella latitudine di cuore,

di carità che non misura il bene col metro,

 né va con umano calcolo:

la carità che è soave e dolce,

che si fa tutta a tutti:

che ripone la sua felicità nel poter fare ogni bene agli altri

silenziosamente:

la carità che edifica e unifica in Gesù Cristo,

con semplicità e candore.

 

  O Santa Divina Provvidenza!

Ispiratrice e madre di quella carità

che è la divisa di Cristo e dei suoi discepoli:

anima Tu, conforta e largamente ricompensa in terra e in cielo

quanti, nel nome di Dio,

fanno da padre, da madre, da fratelli, da sorelle agli infelici.

 

 Nel nome della Divina provvidenza“, Piemme, 1994, p. 85-86

Oh sì, o Gesù mio,

che io anelo a cantarlo soavissimamente

il cantico divino della tua carità,

ma non voglio aspettare, no,

a cantarlo entrando in Paradiso;

per la tua infinita misericordia,

ti supplico, o mio dolce Signore

Padre e Maestro e Salvatore dell'anima mia,

che tu mi voglia pietosamente concedere

di incominciare questo dolce cantico qui dalla terra;

qui, o Signore,

da questa amplitudine di acque e di cielo,

da questo Atlantico immenso

che tanto mi parla della tua potenza

e della tua bontà.

 

  Fa, o mio Dio, che tutta la vita mia

sia un olocausto, sia un inno,

un cantico sublime di divina carità

e di consumazione totale nell'amore a Te, o Signore,

ed alla Santa tua Chiesa,

e al tuo Vicario in terra,

e ai Vescovi tuoi e a tutti i miei fratelli.

Che tutta questa povera vita mia

sia un solo cantico di divina carità in terra,

perché voglio che sia

- per la tua grazia, o Signore -

un solo cantico di divina carità in cielo!

Carità! Carità! Carità!

 

«O amor di caritade,

perché m'hai sì ferito?

lo cor tutto ho partito,

et arde per amore!»

 

  Fa, o Gesù, che una scintilla almeno

di questo divino foco

che ardeva nel petto dei tuoi Santi,

che struggeva in amore di carità Francesco d'Assisi,

il quale fu «tutto Serafico in ardore»,

discenda a me e a tutti i fratelli miei

o Amore Gesù,

e perpetuamente e dolcissimamente

in te solo ci unisca

e ci dia vita e benedizione!

 

  Che da Te, o Gesù, Amore e Vita mia;

da Te Crocifisso, o Signore mio:

da Te Eucaristia:

da te Carità Infinita;

da Te Capo e divina Misericordia,

venga e copiosa si diffonda su di me peccatore

e su tutti i miei fratelli:

- si diffonda come la luce del sole

che tu fai piovere sulla testa dei buoni

e sulla testa dei cattivi

- come il sole e ancora e ancora e ancora più

si diffonda su tutti l'onda della tua carità,

che tutti ci purifichi

e ci pervada e ci trasformi,

- onde demersi in Te, o mio Dio,

- in un oceano di carità

ben più immenso che questo oceano

su cui vado navigando

e donde a voi scrivo,

in un oceano infinito di luce e di splendori

che ci farà ben più gloriosi

che non i monti di Ermon e di Sion

- cantiamo in eterno le misericordie del Signore,

e siamo eternamente benedetti

dal Padre, dal Figlio e dallo Spirito Santo!

 

                                                                  Don Orione, Lettere, Tortona, 1969, I,425ss

Desiderata

Procedi con calma tra il frastuono e la fretta, e ricorda quale pace possa esservi nel silenzio. Per quanto puoi, senza cedimenti mantieniti in buoni rapporti con tutti. Esponi la tua opinione con tranquilla chiarezza, e ascolta gli altri; pur se noiosi e incolti, hanno anch’essi una loro storia. Evita le persone volgari e prepotenti: costituiscono un tormento per lo spirito. Se insisti nel confrontarti con gli altri, rischi di diventare borioso e amaro, perchè sempre esisteranno individui migliori e peggiori di te. Godi dei tuoi successi e anche dei tuoi progetti. Mantieni interesse per la tua professione, per quanto umile, essa costituisce un vero patrimonio nella mutevole fortuna del tempo. Usa prudenza nei tuoi affari, perchè il mondo è pieno d’inganno. Ma questo non ti renda cieco a quanto vi è di virtù; molti sono coloro che perseguono alti ideali e dovunque la vita è colma di eroismo. Sii te stesso. Soprattutto non fingere negli affetti. Non ostentare cinismo verso l’amore, perchè, pur di fronte a qualsiasi delusione e aridità, esso resta perenne come il sempreverde. Accetta docile la saggezza dell’età, lasciando con serenità le cose della giovinezza. Coltiva la forza d’animo, per difenderti nelle calamità improvvise. Ma non tormentarti con delle fantasie: molte paure nascono da stanchezza e solitudine. Al di là d’una sana disciplina, sii tollerante con te stesso. Tu sei figlio dell’universo non meno degli alberi e delle stelle, ed hai pieno diritto d’esistere. E convinto, o non convinto che tu ne sia, non v’è dubbio che l’universo si sta evolvendo a dovere. Perciò sta in pace con Dio, qualunque sia il concetto che hai di Lui. E quali siano i tuoi affanni e aspirazioni, nella chiassosa confusione dell’esistenza, mantieniti in pace col tuo spirito. Nonostante i suoi inganni, travagli e sogni infranti, questo è pur sempre un mondo meraviglioso. Sii prudente. Sforzati d’essere felice. Manoscritto del 1692.

ATTENZIONE

Queste schede non vogliono sostituire in alcun modo la professione medica. Doveroso consultare il medico immediatamente all’insorgere di qualsiasi disturbo o disagio psico-fisico. Non esiste una vera guarigione senza un atteggiamento di consapevole ricerca spirituale verso un bene comune e diffuso che ci porterà ad un equilibrio armonioso fra CORPO-MENTE-SPIRITO

Preghiera di Frate Ave Maria

O Gesù, luce vera venuta nel mondo a illuminare tutte le anime,
ti ringraziamo di aver chiamato, attraverso la sventura della cecità fisica, Frate Ave Maria
alla luminosa notte di una vita tutta spesa, in penitenza e gioiosa preghiera,
per indicare agli sfiduciati le mirabili certezze della fede.
Concedi anche a noi di camminare, allo splendore del tuo volto,
in grazia e carità operosa per il bene dei fratelli,
ed esaudisci, per sua intercessione,
la supplica che ti presentiamo.
Gloria al Padre, e al Figlio, e allo Spirito Santo….

Preghiera di S. Alberto Abate

Amabilissimo Sant’Alberto, che dopo nove secoli dalla tua santa morte in quest’Eremo
Intriso di verde e di silenzio, hai ancora su di noi, tormentati uomini d’oggi,
un suggestivo richiamo al riposo dello spirito, ascolta le nostre umili richieste.
Aiutaci a staccare il cuore da tante cose terrene ed inutili,
per amare di pù l’evangelica povertà.
Fa che, aspirando ai beni eterni che ci attendono,
possiamo trasformare in preghiera il lavoro, le gioie, i dolori,
in un crescendo di elevazione a Dio.
Aprici il cuore per tendere, sorridendo, la mano a chi soffre
Ed ha fame di pane e d’amore, donando ai fratelli qualcosa di nostro e di noi.
Grazie, Sant’Alberto, per l’esempio di santità che ci hai lasciato;
la tua spirituale vicinanza su questa terra
sia per noi preludio di eterna felicità,
immersi insieme a te nell’infinito amore.